Autorità Portuale – Per il presidente Di Majo sono subito grane. Magrì, Pas, Codacons e Luciani sono solo l’antipasto

Per la prima volta non viene presentato il bilancio di previsione entro il 31 dicembre. Due bandi nulli su cui pendono già ricorsi e non solo

CIVITAVECCHIA – Il neo presidente Francesco Maria Di Majo quando ha accettato la proposta del ministro Delrio di guidare la nuova Autorità di Sistema di Civitavecchia sapeva che sarebbe stato difficile ma non immaginava lontanamente quanto.

La prima difficoltà è stata quella di non essere stato in grado di chiudere il Bilancio come aveva indicato di fare il MIT che aveva dato istruzioni precise. Il problema, dicono i tecnici dell’Authority, è il debito.

Così grande e in continua ascesa che non sono stati ancora in grado non solo di quantificarlo ma neanche di predisporre un piano per il risanamento.

La scelta di chiedere ai lavoratori, come al solito, di stringere la cintura e di imporre tagli fino al 15% sui bilanci scorsi stride ancor di più dopo la pubblicazione di due bandi che prevedono altrettante assunzioni, anomale e costose (ne parleremo in fondo all’articolo).

La prima gaffe commessa da Di Majo (anche in questo caso molto mal consigliato) la sottolineano quelli del Codacons che hanno inviato una nota alla stampa non certo tenera nei confronti di chi, il presidente appunto, aveva detto che della trasparenza avrebbe fatto il suo cavallo di battaglia. Ecco cosa dicono:

Proprio il giorno dell’entrata in vigore – anche per le Autorità Portuali – della nuova Legge Madìa (FOIA) in tema di trasparenza delle P.A., il Presidente della AdSP di Civitavecchia, Avv. Francesco Maria Di Majo, incredibilmente non aggiornato sulla normativa che regola l’accesso dei cittadini alla Pubblica Amministrazione di cui è a capo, ha firmato il rifiuto all’Associazione che tutela gli Utenti e Consumatori, di accedere alla Convenzione con la quale l’Autorità ha concesso, addirittura per 40 anni, la gestione delle banchine crocieristiche in esclusiva alla Società terminalista RCT.
Non comprendendo cosa possa spingere un Ente pubblico a mantenere una inspiegabile ed inopportuna segretezza su una Convenzione che ha determinato, per la Società affidataria, la gestione di circa 2.300.000 passeggeri l’anno, il Codacons ha deciso di informare del diniego l’Autorità Nazionale Anticorruzione e il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, affinché accertino i fatti ed emettano sanzioni nei confronti del Funzionario responsabile così come previsto dalla legge.

Non è tutto. Già l’aver anticipato il nome del segretario generale (Roberta Macii) imposto dall’alto (e in violazione della discrezionalità del presidente) e senza ricorrere ad un bando come lo stesso presidente si era esposto nella sua prima uscita pubblica ecco che ci sono altre grane all’orizzonte.

Troppe manovre, strane e particolari, stanno avvenendo nella società che si occupa della sicurezza e vigilanza. La PAS. Al di là di quello che emergerà da alcuni accertamenti in corso sull’uso sconsiderato e in piena violazione della privacy (e senza autorizzazioni della Procura della Repubblica) delle telecamere puntate sul Molo 25, sui portoni della Traiana e della CPC.

Dovranno anche rendere conto di come, le telecamere, venivano utilizzate all’interno e chi veniva controllato in piena violazione di legge (su questo argomento dedicheremo molti altri approfondimenti e qualcuno dovrà rispondere anche all’autorità giudiziaria).

Poi, sempre in tema di tagli, ecco apparire improvvisamente due bandi per la ricerca di personale. Due bandi che i professionisti chiamano “fotografia“, cioè fatti in modo tale che solo uno, alla fine delle selezioni formali, possa avere tutte le carte in regola per aspirare a quel posto (del tutto illegale ovviamente e anche su questo sappiamo, anzi abbiamo già gli esposti in mano presentati da una associazione che tutela i diritti dei cittadini e dei consumatori).

Il primo, quello per la ricerca di un responsabile dello staff del presidente è, di fatto, nullo già in partenza. Sì. perché al di là di chi lo vincerà (tutti conoscono il suo nome e cognome che ispira i peggio tiranni della Siberia) non può avere efficacia in quanto prevede ruoli di esclusiva competenza o del presidente, o del segretario generale.

Lo staff del presidente è composto dal segretario generale e a cascata dai dirigenti di settore. Figure intermedie e con quei ruoli non esistono né tantomeno sono previste in futuro. Non lo diciamo noi ovviamente. Basta leggere qui che quella figura, oltre ad essere totalmente inutile, è contra legem.

Nulla, figuriamoci poi se a vincere sarà quello che tutti dicono e il cui nome, già sigillato in busta chiusa, con tanto di ceralacca e con data certa delle poste italiane, è già stato scritto con una matita indelebile tipo referendum ultimo scorso!

Andiamo avanti. Il secondo bando, anche in questo caso lo stesso personaggio (russo-bolscevico), avrebbe detto che detta figura già sarebbe stata individuata sul nome di un professionista romano.

Al di là di chi lo vincerà (anche perché se già si conosce il nome non si capisce a cosa serva il bando, e cioè tale Paolo Risso), questo dirigente dovrebbe ricoprire il posto lasciato vacante (perché in aspettativa) dall’ex presidente Pasqualino Monti.

Undici mesi prorogabili a trenta. Se mettiamo il caso, Pasqualino Monti decidesse di rientrare l’Autorità Portuale, che ne farebbero del vincitore di bando? (misteri di Molo Vespucci).

Infine il caso Luciani. Dopo l’articolo pubblicato sulle pagine de Il Messaggero dove si parlava della sua imminente nomina nel comitato di gestione ecco che subito i veleni bolscevichi (su Luciani sono poi un vero paradosso) si sono scatenati: “Se Luciani viene nominato diventa incompatibile con i ruoli che ha nella Compagnia Portuale e nella Minosse e si deve dimettere da tutto”. “Assolutamente no. Anche se si dimettesse sarebbe incompatibile ugualmente”.

Noi ci limitiamo a riportare una sola riga, scritta ovviamente dall’Anac sui casi di incompatibilità e inconferibilità che narra: il candidato non deve svolgere attività professionali imprenditoriali incompatibili o confliggenti con gli scopi e gli interessi dell’ente, azienda, istituzione. Per facilitarvi il compito leggete qui.

Infatti tutti i bandi pubblicati sulla ricerca dei membri del comitato di gestione dai comuni italiani interessati (tranne Civitavecchia) la dicitura è stampata in chiare lettere.

Peccato che “sapientino” Cozzolino stia ritardando il tutto per sperare di entrare lui a ricoprire un ruolo che non potrà avere mai (anche perché di porti ne capisce quanto il gioco del bicargubaddaraquà che si gioca nelle zone sperdute dello Zambia).

Insomma. anche il facente funzioni Lelio Matteuzzi, ci dicono fresco di promozioni inaspettate (e ancora non pubblicate) come la stessa Bonifazi, e i consiglieri ombra, dovrebbero aiutare il neo presidente a non inciampare su cose così elementari ed evitare inutili e dannosi ricorsi di ogni genere. Non bastano quelli tutt’oggi in piedi?

(per i consigliori del presidente un consiglio, leggete qui)

 

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