Autorità Portuale – Di Majo accoglie il sindaco Cozzolino nel comitato di gestione ma salta Africano della Città Metropolitana

Non finiscono di stupire le iniziative del presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Cozzolino non ha competenze in materia ma va bene lo stesso, delle regole se ne fregano. E’ mistero sul parere dell’Avvocatura dello Stato in relazione all’accordo con il Comune di Civitavecchia. Intanto ecco i primi retroscena degli esposti che Magrì faceva firmare ad altri

CIVITAVECCHIA – Che il nuovo presidente dell’AdSP del Tirreno Centro Settentrionale, avvocato Francesco Maria Di Majo, sia del tutto inadeguato a ricoprire questo ruolo se ne sono accorti tutti subito nei primi giorni del suo insediamento. Ha scambiato l’incarico operativo all’interno dell’autorità portuale con incarico diplomatico. Pensa di essere un ambasciatore. Non c’è convengo in cui non si iscriva a parlare. Da Trieste a Genova, da Barcellona a Miami. Tutto a spese di un ente che pian piano sta andando alla deriva. 

Disastri sui bandi e interviste imbarazzanti. L’ultima, quella rilasciata ad un quotidiano online genovese, dove annuncia con toni trionfalistici, la quasi quadratura del cerchio per il comitato di gestione. Annuncio sconcertante della presenza del sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino in questo cda. Le leggi e le regole per il Movimento 5 Stelle si devono rispettare solamente quando riguardano gli altri.

Non ha competenze in materia di trasporti e di porti. Oltre naturalmente aver già dato ampia dimostrazione di essere uno dei sindaci più scarsi della storia della Città di Traiano.

Nel contempo, il buon Di Majo, ha annunciato, per l’ennesima volta, la scelta del segretario generale nella figura della signora Roberta Macii, specializzata in traghetti passeggeri tra Piombino e l’Isola d’Elba. Anche su di lei e su qualcosa di strano che riguarda il curriculum vitae torneremo nei prossimi giorni.

Comunque il comitato di gestione ancora non si può insediare. Già perché l’altra scienziata del Movimento 5 Stelle, sindaca di Roma e presidente della Città Metropolitana, Virginia Raggi, si è vista bocciare per l’ennesima volta la nomina dell’ingegnere Matteo Africano.

Anche lei dovrà fare come Nicola Zingaretti. Si dovrà rivolgere ad un funzionario interno esperto di porti fluviali e del Tevere e dovrà assegnarlo quanto prima al cda di Molo Vespucci.

Che l’accordo fosse stato fatto lo si è capito quando il suo braccio destro, Ivan Magrì (quello con cui studiava con cura e preparava gli esposti da mandare in Procura contro Pasqualino Monti, facendoli firmare ad altri ovviamente, mica sono fessi loro), è stato visto mettersi in fila con il numeretto davanti la stanza di Antonio Cozzolino.

Dopo poche ore usciva infatti questa dichiarazione:

Governance
«Sono stati designati i rappresentanti in comitato di gestione di Regione Lazio, Comune di Civitavecchia e Autorità marittima. Manca quello della città metropolitana. Come segretario generale ho proposto Roberta Macii, già segretario a Piombino. Anche il tavolo di partenariato è quasi completo e spero possa partire entro aprile».

Ma v’è di più e sembra questa volta qualcosa di grave dal punto di vista amministrativo. Pochi giorni dopo il suo insediamento, il presidente poliglotta, si incontrò con il sindaco della Città di Civitavecchia per discutere del famoso accordo tra i due enti.

Per non sbagliare, essendo comunque avvocato (figlio di papà, ma avvocato) annunciò di rivolgersi all’Avvocatura dello Stato per avere un parere.

Voci sempre più forti che trapelano dagli uffici dove lui dovrebbe essere ma non c’è praticamente mai, fanno sapere che questa risposta sia arrivata.

Con quale esito nessuno lo sà!

Immaginiamo che se quel parere sia stato negativo il problema si rifletterebbe anche su Antonio Cozzolino che, in bilancio, avrebbe comunque continuato a tenere come entrate attive un finanziamento fantasma.

L’avvocato Di Majo ha usato il suo braccio destro Magrì per scalare la vetta di Molo Vespucci e c’è riuscito anche attraverso esposti più o meno fondati e anche all’ausilio di mezzi a dir poco imbarazzanti e dei quali parleremo nei prossimi giorni.

 

Abbiate fiducia, vi sveleremo tutto ciò che c’è dietro a questi nuovi “signori” del Porto. Un lato oscuro sul quale va fatta, a questo punto, moltissima luce.

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