Civitavecchia – Tra Autorità Portuale e Fondazione Cariciv la giornata della vergogna

Saranno approvati bilanci attraverso alchimie e voti non regolari (nuova legge per i Porti vecchie regole per salvarsi il c…) e investimenti di cariche (Cacciaglia) che gridano vendetta

CIVITAVECCHIA – Una società che non reagisce a quanto sta accadendo tra le banchine del Porto e gli uffici della Fondazione merita di avere al governo cittadino quello che di peggio può avere, Antonio Cozzolino.

Iniziamo con quanto accadrà oggi a Molo Vespucci. Dopo le nomine a dir poco strampalate (per il modus operandi) di nuovi dirigenti (per il dottor Risso ci sono gli estremi palesi del reato contemplato nel 346 Bis perseguibile d’ufficio, ndr) quest’oggi il presidente Francesco Maria Di Majo, l’uomo che ha scambiato il proprio ruolo con quello da ambasciatore (non c’è un convegno in giro per l’Europa e America dove non si faccia designare come relatore) andrà ad approvare un bilancio non con il comitato di gestione come la legge vorrebbe ma, viste le incapacità relazionali e l’attività decisamente più politica che manageriale, dovrà ricorrere ai ripari richiamando all’ordine il vecchio comitato portuale che dovrà dare un voto prima ai numeri e poi nominare, finalmente, la segretaria generale esperta in mini traghetti e cioè Roberta Macii. Con quale coraggio chiederà la fiducia a Enrico Luciani sarebbe tutta da vedere.

Certo, chi darà il proprio assenso al bilancio si aspetti un esposto alla Corte dei Conti. Questo è poco ma sicuro. Chi si presta a votare un bilancio dove non ci sono i soldi della convenzione con il Comune e dove un sindaco ha appena approvato un bilancio dove quei soldi, almeno in parte, ci sono faccia pure. Cozzolino è uno dalla querela facile mica scherza.

Dunque il buon Francesco Di Majo, supportato dal suo braccio destro Ivan Magrì, hanno confezionato questo ennesimo biscotto ai danni dei civitavecchiesi.

Sono esperti fornai nel preparare biscotti i due. Infatti, quando c’era da far fuori l’allora commissario Pasqualino Monti, l’attuale braccio destro del presidente Di Majo, Ivan Magrì, già in combutta con lui, non esitava a confezionare esposti che ovviamente si guardava bene dal firmare.

Esposti riscontrabili in qualsiasi momento e che solo oggi, a distanza di tempo, fanno capire come la loro non fosse una battaglia di legalità ma una battaglia strategica per farsi i fatti loro come faranno oggi in questo comitato.

Guardate le mail e non abbiamo da aggiungere altro.

Per quanto riguarda la Fondazione Cariciv di cosa dobbiamo parlare. Di nulla. Vergogna su vergogna. Oggi, con tutta probabilità, una degli autori del disastro economico della Fondazione, avvocato Vincenzo Cacciaglia, si farà eleggere a qualcosa che neanche vogliamo ricordare.

I civitavecchiesi, invece di fare le barricate, aspettare i soci dopo il voto e prenderli a calci nel sedere, lasciano che i soldi destinati al territorio vengano sperperati in famiglia. Contenti loro, contenti tutti.

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