Royal bus in protesta, caos a Varco Vespucci ma Passalacqua non la racconta giusta…

Pullman parcheggiati e lavoratori radunati davanti all’ingresso del porto. Botta e risposta tra Passalacqua e Azzopardi ma la verità, la Royal Bus, la dice a metà…

CIVITAVECCHIA – Pullman Royal Bus in fila, posteggiati all’ingresso di Varco Vespucci. La minaccia, quello che aveva promesso con un comunicato stampa, cioè la clacsonata sotto gli uffici di Port Mobility ieri non si è consumata.

Infatti, le forze dell’ordine hanno impedito l’accesso allo scalo sotto la sede di Port Mobility e lavoratori in protesta hanno dato voce solo al loro datore di lavoro.

Il presidente dell’azienda, Massimiliano Passalacqua, ha parlato delle difficoltà attuali e cioè il forte indebitamento con gli enti contributivi e con Equitalia (agenzia delle Entrate, ecc.).

Ha dichiarato, inoltre, di essere all’oscuro dell’offerta fatta da Port Mobility, cioè la disponibilità di pagare gli enti contributivi a fronte di una garanzia a salvaguardia da ulteriori e future richieste da parte dei lavoratori di Royal Bus.

Edgardo Azzopardi dalla sua ha dichiarato: “Port Mobility è pronta a pagare. I soldi ci sono e nessuno li nega. Il problema è che i nostri consulenti legali hanno chiesto le dovute garanzie da parte degli enti previdenziali. Umanamente voglio bene a Passalacqua, ma ho delle responsabilità oggettive che forse l’ammico Massimiliano dimentica e cioè devo tener conto degli azionisti e i dipendenti di Port Mobility e quindi, voglio evitare di dover pagare due volte per lo stesso debito, venendo chiamato in causa solidalmente con Royal Bus”.

Concludendo ha confermato di aver bloccato il pagamento delle fatture di Royal Bus, dalla quale vanta comunque un credito di circa centomila euro per soste nei piazzali, almeno fino a quando i pareri legali non offriranno determinate garanzie.

In questo video potrete ascoltare lo sfogo di Massimiliano Passalacqua:

https://youtu.be/OdJ7UdukIWQ

Passalacqua parla del DURC, documento obbligatorio per essere pagati, come se fosse una cosa di cui non dover tener conto o comunque superabile a prescindere.

Non dice nel dettaglio come ha fatto ad accumulare così tanti debiti lasciando scoperti i contributi dei lavoratori e ammette di aver svolto dei lavori sottocosto, consapevole che lo fossero, sperando in qualcosa che, evidentemente, non si è realizzato.

Si guarda bene dal parlare delle attività collaterali e molto redditizie che svolge con quegli stessi autobus, o meglio pullman gran turismo, utilizzati anche per trasportare (a pagamento e in contanti) i turisti “sbarcati” dalla stessa Royal Bus a Largo della Pace nella vicina Roma.

Da quella conferenza stampa è emerso chiaramente che Passalacqua non è circondato da consiglieri attenti e rigorosi. Già perché se questi consiglieri avessero a cuore le sorti sia di Passalacqua che della Royal Bus dovrebbero fare del tutto per non spingerlo verso un futuro sempre più segnato dallo spettro di un fallimento (ormai alle porte).

È sembrata strana, a tutti, anche l’assenza del suo uomo ombra nei tempi migliori, cioè quella dell’avvocato Bruno Forestieri. Alla nostra domanda sulle sue sorti non ci ha convinto molto e anche questo capitolo riteniamo debba essere approfondito.

Perché Passalacqua non ha cercato una soluzione diretta con Port Mobility ma ha aspettato la “fine”, l’irreparabile per poi affidarsi ad uno scontro dal quale è ben consapevole di ottenere poco o nulla?

Cosa c’è realmente dietro questa strategia all’apparenza illogica?

Le cose sono due. O i debiti hanno fatto perdere lucidità a Passalacqua o dietro c’è un disegna ben preciso che va oltre la Royal Bus e punta a qualcos’altro.

Nel frattempo, molti dipendenti della Royal Bus hanno già risposto alla ricerca di lavoro pubblicato da Port Mobility sul suo portale inviando il proprio curriculum.

Questo l’annuncio:

ADDETTI ALLA GUIDA DEGLI AUTOBUS

Port Mobilityricerca personale ambosessi addetto alla guida degli autobus.
I requisiti curriculari necessari sono rappresentati dal possesso della patente di categoria D e del CQC. Costituirà titolo preferenziale l’aver avuto esperienze lavorative similari in ambito portuale.
Si offre retribuzione commisurata a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento. Il curriculum potrà essere inviato al seguente indirizzo mail: hr@portmobility.it

NOTE

Ci rivolgiamo a candidati di entrambi i sessi (L. 903/77). Ricorda sempre di presentare la candidatura rilasciando specifico consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/2003.

Con l’invio del Curriculum acconsenti al trattamento dei tuoi dati (consapevole che per ottenere ulteriori informazioni relative al trattamento dei dati personali devi leggere l’informativa con le “condizioni di utilizzo del sito e privacy policy” pubblicata su questo sito internet).

La presentazione del curriculum non è assolutamente vincolante per l’Azienda.

In conclusione, la vertenza è aperta e i margini per ricucire sono ampi (sempre ammesso che ci sia la volontà di salvare la Royal Bus). Quello che preoccupa è il debito, di proporzioni ciclopiche per Passalacqua e, l’intervento di Port Mobility, che comunque è stato detto ci sarà, non garantirà il salvataggio dell’azienda.

Il 16 gennaio, intanto, il ministro Graziano Delrio arriverà a Molo Vespucci per fare campagna elettorale a Nicola Zingaretti grazie al supporto del presidente che sarà rigenerato dall’ennesima vacanza a Kitzbühel dove pare sia rimasto anche leggermente infortunato ad una mano (non sappiamo se sciando o stappando champagne).

Sarà l’occasione per molti di esercitarsi nel tiro di ortaggi, come avveniva una volta, che non fanno male, non feriscono, ma chiariscono in modo netto l’operato di un presidente, Di Majo, totalmente inadeguato al ruolo da lui rivestito. Certo, è arrivato dove è arrivato grazie ad un lavoro sotterraneo (molti lo chiamano complotto) che presto racconteremo.

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