Porto di Civitavecchia – Sicurezza e privacy nelle mani di un manager in affari, il generale Saccone

L’inquietante rilettura del verbale d’assemblea della PAS evidenzia i gravi conflitti d’interesse con il suo amministratore unico che sta liberando senza sosta poltrone da riassegnare e garitte da montare. Nel frattempo sconcerta il decreto retroattivo firmato dal presidente Di Majo che riporta una data in cui lui era assente

CIVITAVECCHIA – Che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Francesco maria Di Majo, sia inadeguato a ricoprire questo ruolo non fa più notizia. Inadeguato anche nello scegliere ed individuare persone con ruoli apicali che, sulla carta, non dovrebbero avere alcun tipo di conflitto d’interesse in quel ruolo che vanno a ricoprire. Dopo aver parlato di Gorelli del Consiglio di Stato che fa gridare da più parti al complotto è la volta dell’amministratore unico della Port Authority Security.

Un caso eclatante anche questo del generale Umberto Saccone. Il suo curriculum è in grado di spaventare anche i talebani più agguerriti, senza parlare dei guerriglieri dell’Isis, che dovranno cambiare i loro piani semmai ne hanno mai avuti.

Una carriera lunga 33 anni nel settore della sicurezza, trascorsa tra Arma dei Carabinieri e SISMI, con incarichi sia in Italia che all’estero. Dal 2006, direttore della Security dell’Eni per la quale ha realizzato e sviluppato un metodo di Risk Management per la sicurezza delle istallazioni industriali, poi brevettato negli Stati Uniti e considerato una best practice (così almeno si legge sul suo corposo curriculum).

Sono solo alcuni degli incarichi ricoperti da Umberto Saccone grande suggeritore di Beppe Grillo sui temi sicurezza che comporranno il programma di governo del Movimento 5 Stelle.

Non solo. Grazie alle innumerevoli iniziative di Saccone, che evidentemente sono la risposta a tanti anni vissuti nell’ombra dei servizi segreti, scopriamo che il suo curriculum appare anche in una sorta di biografia presente sul sito della società di consulenza Grade, da lui fondata nel 2014 che si occupa di intelligence, analisi e valutazioni dei rischi e sicurezza informatica.

Penserete sia finita qui?

Neanche per sogno perché Umberto Saccone, Senior Vice President Security o President (talmente tanti incarichi che non si capisce se siano ancora “attivi”) di ENI S.p.A. è anche stato presidente dell’Associazione Professionale AIAS Security & Safety (vedi) e attualmente amministratore unico della Port Authority Security.

Dentro questa associazione, la AIAS Security & Safety, c’è di tutto. Dalle società che si occupano di sicurezza web a quelle che sanno come realizzare garitte blindate; dalla formazione professionale alla pianificazione della sicurezza dei siti industriali, portuali, aeroportuali, spaziali ecc. ecc.

Insomma un vero e proprio portento della sicurezza che utilizza una società esterna (Audit Cersa di Milano) per prendere delle importanti decisioni sul personale e sui dirigenti della PAS, pesantemente contestate dal collegio dei revisori dei conti.

Non vogliamo togliere a nessuno dei nostri lettori la possibilità di leggere con i propri  occhi il contenuto di questo documento, ma non perdetevi neanche gli altri, ovviamente.

Assemblea Pas

Bene. Da una parte si cerca di risparmiare e dall’altra non si esita ad affidare ad esterni costose decisioni da prendere.

Con il 2018 cambiano anche le tariffe e la decisione presa in quell’assemblea del 27 novembre dello scorso anno trovano sfogo nel decreto del presidente Di Majo firmato il 27 dicembre 2017,  giorno in cui, tra le altre cose, non era fisicamente presente a Molo Vespucci quindi firmato da chi?

Cosa dice questo decreto!

In pratica è una revisione delle tariffe orarie dei servizi PAS e ci sembra anche giusto tutto sommato e visto che, sempre dai loro calcoli, gli istituti di vigilanza esterni, permettono un risparmio di 0,45 euro all’ora. Per la PAS si pagano 20,55 l’ora per gli esterni 21.

Inoltre non si capisce bene, nel decreto, l’articolo 1; in poche parole, si riconosce un aumento retroattivo delle tariffe. E’ vero che l’entrata in vigore di questo decreto è dal primo del mese e che deve passare attraverso il parere dei revisori dei conti e del Comitato di Gestione ma sono tante le perplessità e le cose che non tornano.

decreto_presidente_307-2017

Dunque, ricapitolando. Come ha fatto Di Majo a firmare questo decreto il 27 dicembre se già dal 22 era andato in ferie?

Come si possono rimodulare le tariffe del 2015 e 2016 dopo che i bilanci di quegli anni sono stati chiusi?

Come può la PAS che è stata FONDATA per generare un risparmio sui servizi di sicurezza all’interno del Porto costare solamente 0,45 centesimi in meno di un istituto privato qualsiasi?

Per chiudere leggete l’intervento di Saccone pubblicato sul sito dei carabinieri e la data che riporta e come viene identificato nel ruolo.

Poi, dopo l’interessante intervista audio, andatevi a leggere come gli stessi Carabinieri dicono che determinate figure hanno delle incompatibilità e inconferibilità palesi con i ruoli che ricoprono. Insomma Umberto Saccone è vero che finirà il suo mandato a cavallo tra marzo/aprile e non potrà più essere rinnovato ma è anche vero che nell’intervista video che potete vedere sotto rilasciata il 13 dicembre scorso scopriamo essere anche of Counsel di IFI Advisory (guarda il sito).

Nella vicina Corneto si sta studiando un suo adeguato sostituto tra elicotteristi, ex generali e putta ieri e quindi sarebbe opportuno che il Ministro Delrio, il 16 gennaio prossimo, dopo essere stato accolto dai portuali armati di fischietto e da tutti gli altri armati di forcone, debba essere messo a conoscenza di quanto sta accadendo a Molo Vespucci.

La teoria del complotto sta trovando sempre più rocciose fondamenta e di questo ne dovranno rispondere non solo alla politica questi signori.

Il-ruolo-del-security-manager-saccone-carabinieri-eni

circolare-su-incompatibilità-e-conflitto-di-interessi

Ci mancava questo. Anche presidente APASS.

 

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