Molo Vespucci – Come Totò si vendette la Fontana di Trevi, Di Majo vende per “suoi” i finanziamenti della Bei

Pronte nuove interrogazioni parlamentari per evitare che possa perdere anche questa occasione. L’interrogazione di Quagliarello sul suo curriculum va ripresa e scoperto se è tutto vero quello che c’ha scritto oppure è un ciarlatano

CIVITAVECCHIA – La presidente Francesco Maria Di Majo ha fatto diramare un comunicato stampa, nella giornata di ieri (tranne che a noi come al solito, ndr) dove annunciava, come sua, la notizia del mega finanziamento BEI da 195 milioni.

Di che si tratta. Per saperlo con esattezza occorre tornare indietro nel tempo, nel lontano 2013 quando, l’allora presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti annunciava che la Bei, la banca europea per gli investimenti era decisa a puntare su Civitavecchia, o meglio sul porto di Civitavecchia.

Dopo ben 15 sopralluoghi  ed una serie di attente verifiche sulle potenzialità dello scalo, la Bei fece sapere alla Regione Lazio di essere intenzionata a finanziare solo i progetti di ampliamento del porto per i quali aveva messo a disposizione 183 milioni di euro.

Leggete questo comunicato pubblicato su Civonline il primo luglio del 2013:

La conferma è arrivata nei giorni scorsi al termine di  un incontro alla Pisana tra i consiglieri della commissione Affari comunitari e internazionali ed i dirigenti della banca europea.

«I dirigenti della Bei – ha commentato il consigliere regionale Riccardo Valentini – sono disposti ad investire nel Lazio, ma puntano sullo scalo. In particolare per la richiesta di finanziamento dell’Autorità portuale  per la viabilità di accesso al porto che avrà quasi sicuramente come partenership, l’Anas».

«In questo momento è importante – ha commentato il presidente di Molo Vespucci Pasqualino Monti – che anche la Regione sia dalla nostra parte per completare l’istruttoria avviata alla fine dello scorso anno. Il progetto finanziario si può chiudere positivamente se tutti i soggetti interessati faranno valere il loro peso  e una istituzione importante come la Regione è senza dubbio un punto a nostro favore».

Durante i feroci scontri politici (dove c’era la mano anche dell’attuale Di Majo) Pasqualino Monti rilasciò un’intervista a TRC Giornale dove rispondeva al sindaco di Fiumicino Esterino Montino.

Basta leggerlo per capire meglio (clicca).

Niente. Lui, Francesco Maria Di Majo, abituato a stare evidentemente sopra un pero, cioè l’albero da frutta, ha scritto in un comunicato che il tutto è stato possibile grazie al suo dinamismo, attenzione grazie ai quali ha riattivato la pratica ed ottenuto il sì definitivo al finanziamento.

Certo, se poi avesse fatto una conferenza stampa, cosa della quale si guarda bene dal fare, gli avremmo chiesto in che modo aveva riallacciato i rapporti con Andrea Kirschen e Dario Scannapieco. Secondo noi, conoscendolo appollaiato sul pero, avrebbe di certo fatto l’espressione che gli riesce meglio, quella del nulla cosmico. 

Dunque, al di là dei meriti che vanno a Luca Lupi che non ha mai mollato l’osso. A Lelio Matteuzzi che ha continuato a tenere alta l’attenzione sulla pratica e Maurizio Marini che ha fatto l’ultimo passo e cioè lo sblocco delle autorizzazioni ambientali.

Dispiace che Di Majo si dimentichi di chi ha fatto il lavoro. Possiamo comprendere il suo stato d’animo. Ha fallito su tutti i fronti e adesso, che gli si è presentata l’occasione, ha cercato di fare come Totò con l’americano al quale ha venduto la Fontana di Trevi.

Dovrebbe occuparsi del Porto e cercare di risolvere i problemi. Come ad esempio, dovrebbe far sapere se è vera quella voce che gira ormai sempre più insistente e che trapela sul bilancio di previsione. Nel dettaglio, se corrispondesse al vero, che le entrate sembrano aver subito un crollo di 10 milioni di euro, passando da 58 a 48 a causa del decremento dei traffici. Questo equivarrebbe ad una vera e propria catastrofe.

Invece di ringraziare i ministeri per cose che neanche conoscono affronti la stampa e si faccia fare le domande. Ne abbiamo tante da sottoporgli e non ci offendiamo se qualche volta dal suo volto appare il “nulla cosmico”.

A proposito ma che fine ha fatto l’interrogazione del senatore Quagliarello che chiedeva lumi sul suo curriculum?

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