Civitavecchia Porto – Francesco Maria Di Majo come William Bligh e l’AdSP come il Bounty. Il personale si ribella e proclama lo sciopero generale

Non si ha memoria di precedenti simili. Sia il presidente che il segretario generale Roberta Macii sono accusati di incapacità manageriale e di aver pregiudicato il futuro del porto. Tutti i dipendenti, nessuno escluso, incroceranno le braccia il 15 gennaio prossimo

CIVITAVECCHIA – Si chiude con un vero e proprio botto il 2019 per il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Francesco Maria Di Majo. Per la prima volta nella storia della autorità portuali, almeno nessuno ricorda un episodio simile anche nel resto d’Italia, i lavoratori dipendenti di Molo Vespucci ha dichiarato, attraverso le loro sigle sindacali, 24 ore di sciopero per il giorno 20 gennaio.

Lo hanno fatto attraverso una lettera, durissima, dove si evidenziano i motivi che hanno portato, ad una crisi profonda, il porto che fino a tre anni fa era il modello da seguire in ambito crocieristico e logistico.

Una bocciatura pesante per il presidente Di Majo e per la segretaria generale Roberta Macii.

I dirigenti e i dipendenti che da anni lavorano nell’ente, puntano l’indice proprio contro di loro e la palese e manifesta incapacità nel gestire un ente così importante.

Ecco il contenuto della lettera:

 

OGGETTO: Proclamazione dello stato di agitazione e sciopero per i dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

Le scriventi OO.SS. Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Mare alla luce di quanto emerso nel corso dell’assemblea di tutto il personale dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale dello scorso 19 dicembre 2019, aprono lo stato di agitazione di tutto il personale dell’AdSP del mar Tirreno Centro Settentrionale.. Lo stato di agitazione origina da una valutazione negativa sul alcune problematiche che, attualmente, investono tutto il personale e il porto di Civitavecchia  con particolare riferimento a:

  • Preoccupazione riguardo il futuro del porto di Civitavecchia dovuto al calo dei traffici, ai continui contenziosi, alla mancata promozione del porto, attività primaria per le autorità di sistema portuale, con conseguente criticità di tenuta dei conti dell’Ente.
  • Difficoltà nelle relazioni sindacali, spesso dilatate nel tempo, e carenti delle procedure di informazione consultazione e condivisione come previsto dalla contrattazione collettiva nazionale. Le SS., si sono trovate costrette più volte, a sollecitare la consegna della documentazione richiesta anche a ridosso degli incontri.
  • Apprensione da parte dei lavoratori dell’AdSP per l’incertezza dell’ennesimo tentativo di riorganizzazione degli uffici. La mancata pianificazione degli interventi ha portato, in diversi casi, a spostamenti del personale con modifiche delle mansioni ed assenza di formazione. Le autorità di sistema portuale sono soggetti che hanno bisogno di un coordinamento continuo e chiarezza dei ruoli, in assenza, alcune procedure se non ben governate possono provocare rallentamenti nella gestione amministrativa che oggi nessun porto può permettersi.

Le scriventi OO.SS., consapevoli dell’importanza che l’Ente rappresenta per l’intero sistema portuale e per lo sviluppo del territorio, manifestano la loro preoccupazione per la mancanza di visione strategica ad oggi evidenziata dai vertici, e pertanto aprono lo stato  di agitazione di tutto il personale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e proclamano, nel rispetto di quanto previsto dell’articolo 49 del CCNL dei Porti, uno sciopero di 24 ore di tutto il personale per il 20 gennaio 2020.

Si resta a disposizione per esperire la procedura di conciliazione. In attesa di un pronto e sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

FILT CGIL            FIT CISL              UIL TRASPORTI     UGL MARE PORTI

 

Dai più stretti collaboratori del presidente all’ultimo dei dipendenti hanno detto basta. Non ne possono più e hanno deciso di reagire per evitare che Civitavecchia possa sprofondare definitivamente sotto la gestione dell’avvocato Francesco Maria Di Majo.

Non sappiamo come reagirà il “capo” di Molo Vespucci, ormai isolato come il comandante del Bounty William Bligh. Anche il suo “equipaggio”, la sua “ciurma”, i suoi “ufficiali”, lo hanno disconosciuto nelle sue azioni e nel suo operato. A differenza di quel comandante cacciato dalla sua nave e messo su una scialuppa con un manipolo di uomini, lui e solo e in compagnia della sua segretaria.

A questo punto, dopo numerose azioni giudiziarie in piedi e questa azione inaspettata e coraggiosa dei dipendenti dell’AdSP ci aspettiamo una presa di posizione del Ministero dei Trasporti che, quantomeno, dovrebbe incontrare una delegazioni dei lavoratori ed approfondire il perché proprio loro, che sono il motore di questa nave, hanno deciso di non affondare e di promuovere un’azione clamorosa.

 

proclamazione stato di agitazione

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