Civitavecchia Porto – Francesco Maria Di Majo, a TRC, va in scena con attori del calibro di Pavone e Macii

Patetica trasmissione autogestita andata in onda ieri sera. Una farsa, una sequela di bugie senza contraddittorio che fanno vergogna alla città e a tutti gli operatori portuali. Quanto è costato quello spot alle casse di Molo Vespucci?

CIVITAVECCHIA – Ieri sera, su TeleCivitavecchia, ovvero TRC, è andata in onda una trasmissione televisiva dal nome accattivante: Osservatorio Porto. Trasmissione pagata (sarebbe interessante sapere quanto) dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, quindi, dal suo presidente Francesco Maria Di Majo.

Guarda il caso, in questa trasmissione autogestita e senza contraddittorio, hanno fatto il loro debutto sui grandi schermi il presidente Di Majo, la segretaria Macii e Pavone da Gaeta.

La trasmissione è stata condotta da Rita Busato che, nella circostanza, era pagata per recitare il ruolo della giornalista e ci fermiamo qui, almeno con lei.

Il presidente Francesco Maria Di Majo, preso dall’entusiasmo e dalla preziosa vetrina, ha cominciato subito col piede sbagliato.

Facendo la vittima ovviamente.

Per una battuta in conferenza stampa su lanci di frutta marcia, uova e calci nel sedere, ha invocato l’istigazione alla violenza. Ci mancava solo che chiedesse l’intervento della NATO poi la farsa era completa.

Dobbiamo dire che, dopo una settimana trascorsa in montagna con la famiglia a passar sciolina, e mentre al porto piangevano, l’alta quota l’ha fortemente  motivato e reso quasi lucido (o forse era il fondotinta). 

Come detto, non avendo davanti giornalisti veri ma attori, ha fatto finta di trovarsi a Porta a Porta ed ha iniziato a recitare il ruolo del fenomeno.
Ha sottolineato che per fare il presidente del porto bisogna essere “duttili, versatili e soprattutto non permalosi” ecc. ecc.

Non pago degli aggettivi superlativi con i quali si auto celebrava, ha ripercorso importanti passi del suo curriculum (ancora oggetto di interrogazione parlamentare sulla veridicità dei contenuti presenta dal senatore Quagliarello, ndr).

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Diplomatico, Magistrato della Corte di Giustizia, consulente nei Balcani, avvocato, insomma una seria impressionante di incarichi che, inspiegabilmente, sono durati sempre poco, pochissimo. Chissà perché chissà!

Quel passaggio del “magistrato” ci ha intrigato molto e abbiamo scoperto, sul suo curriculum che, oltre ad aver fatto parte del gruppo di lavoro per la demolizione della Costa Concordia capitano da Giovanni Moscherini (quindi sul suo libro paga in quel preciso momento) e coordinato da Ivan Magrì, ha svolto le funzioni da referendario presso il Gabinetto dell’Avvocato Generale della Corte.

Probabilmente tra una fotocopia e l’altra ha svolto pure qualche processo in veste da magistrato (dice lui).

Quello che hanno potuto dire il presidente Di Majo e la sua segretaria Macii su Port Mobility evitiamo di commentarlo perché c’è chi saprà rispondere per le rime.

Inaccettabile però quanto detto sulla PAS dai presenti e alla PAS nessuno ha il coraggio di parlare se non quei pochi del calibro di Luigi Monaldi e Massimilliano Marasco.

Società sana, conti in regola, tutto a posto madama la marchesa.

Non sappiamo se hanno intenzione di rifilare la PAS (Port Authority Security) a qualche privato e quindi hanno cercato di nascondere la verità.

Certo è che Vincenzo Conte è stato mandato via con tanto di buona uscita. Oltre al fatto che sia Di Majo che Pavone, si sono guardati bene dallo spiegare il perché delle dimissioni di Andrea Rigoni.

Non hanno neanche detto perché Raffaele Marcello ha saluto dopo pochi mesi.

Il presidente poi non ha spiegato quanto è stato speso tra bandi e controbandi per nominare l’amministratore unico e sono 5 in meno di tre anni.

Non dice, Di Majo, anche se è scappato dalla bocca del dirigente Pavone (che pur essendo in giacca e cravatta, quando parla e dalla gestualità, sembra un troglodita vestito a festa) qualcosa bolle in pentola e ci sono cose da tagliare.

Insomma. Visto che l’autogestita è stata pagata con i soldi pubblici e che sono stati elargiti soldi in pubblicità istituzionale (riteniamo “solo” a TRC Giornale che, giustamente tiene famiglia e non sputa sul dinero), sarebbe stato corretto che, per tutta la trasmissione, avessero lasciato un sottopancia con scritto “trasmissione autogestita pagata dall’Autorità Portuale”.

Dato che la montagna austriaca ha reso il presidente Di Majo così spavaldo e in forma, perché non ne promuove un’altra, di trasmissione (tanto ce ne sono già di pagate), invitando i giornalisti a fare le domande vere, carte alla mano?

Per finire, stia tranquillo presidente che le sue minacce e le denunce temerarie non ci spaventano, non gli daremo tregua fumo a quando se ne andrà.
Speriamo quindi che non arrivi al 24 novembre prossimo, scadenza del suo mandato naturale, sarebbe una sciagura per il porto, per le imprese e per i lavoratori. 

La sceneggiata di ieri sera con “grazie dell’invito” potevano risparmiarsela. L’unica invitata, in quella trasmissione, era la conduttrice chiamata a fare la giornalista in un servizio zeppo di fake news, oltre a troppe false informazioni.

Dei presenti in trasmissione, l’unica cosa seria, vera e non ridicola il logo della televisione che li ha ospitati a pagamento.

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