Regione Lazio “mascherine fantasma” – La Ex-Or Sa non ha un ufficio a Lugano. A Piazza Dante 8 c’è solo la cassetta delle lettere

Mistero anche sulla mail inviata dal consolato italiano a Shanghai (vedi). Con quale distributore avrebbe parlato la dottoressa Ludovica Murazzani?

ROMA – Ormai solo la magistratura può mettere la parola fine a questa tristissima vicenda relativa alle mascherine fantasma pagate e mai consegnate dalla Regione Lazio alla Ecotech di Frascati. Per loro, gli inquirenti, sarà molto più facile trovare quei collegamenti che dagli uffici della Regione Lazio hanno permesso il maxi saccheggio di così vaste dimensioni. Una truffa senza precedenti che il presidente Nicola Zingaretti, il suo vice Daniele Leodori e il capo della Protezione Civile, Carmelo Tulumello hanno cercato di nascondere fin da primo momento.

Dopo aver letto l’interrogazione fatta dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo, abbiamo iniziato ad approfondire la cosa per capirne di più. Mai avremmo immaginato di trovarci difronte ad una truffa di queste proporzioni. La prima domanda che ci siamo posti è stata la seguente: com’è possibile che la Regione Lazio super attrezzata, piena di consulenti, l’ufficio acquisti, l’Anticorruzione e così via discorrendo, non ha fatto alcun tipo di approfondimento sulle aziende a cui affidare le commesse per un importo globale di 105milioni di euro?

Il governatore Zingaretti ha prima tentato di buttarla in caciara bollando come “fake news” le notizie che uscivano sempre più dettagliate. Ha poi mandato allo sbaraglio il suo vice Daniele Leodori in Commissione “costretto” a raccontare una serie impressionante di bugie. Adesso però la verità è sempre più vicina e qualcuno se la vedrà davvero brutta con la giustizia. Noi non ci siamo lasciati intimidire quando, il titolare della Ex-Or Sa Paolo Balossi ci fece scrivere dal suo avvocato Roberto Mangione, 15 aprile scorso una durissima lettera (leggi). Così come non ci siamo fatti intimorire da tutti quelli che hanno tentato di bloccare la nostra inchiesta cercando di spaventarci con le conseguenze che avremmo subito nell’attaccare Zingaretti.

Per primi abbiamo scritto che le mascherine non sarebbero mai arrivate né della 3M né di altro genere e sfortunatamente per le casse dell’ente avevamo visto giusto.

Così come per primi avevamo dato notizia che le polizze assicurative fideiussorie, messe a garanzia dalla Ecotech, erano farlocche. False. La Regione Lazio, dal canto suo, ha continuato imperterrita a sostenere il contrario.

Adesso altro colpo di scena. Già. Le autorità elvetiche del Canton Ticino sono andate a bussare nell’ufficio della Ex-Or Sa di Paolo Balossi a piazza Dante 8 in quel di Lugano.

Non c’è. Non c’è mai stato alcun ufficio intestato a Paolo Balossi o chi per lui.

L’unica traccia riconducibile al milanese Balossi, una cassetta della posta con la scritta Exor appiccicata con un pezzo di nastro adesivo trasparente. Forse la sede legale è appoggiata nello studio di un commercialista ma questo, arrivati a questo punto della storia, ha poca importanza.

Già. Perché la Regione Lazio ha sempre sostenuto e garantito della solidità di questa società, invitandola addirittura a partecipare alla famosa conference call che ha permesso di riattivare una commessa fasulla. “Fornisce anche l’Emilia Romagna e il Veneto” hanno tuonato dalla Commissione Bilancio.

Abbiamo fatto le pulci a chi aveva rilasciato le polizze, la Seguros DHI – Atlas, ma non è bastato al capo della Protezione CivileCarmelo Tulumello, a fargli capire che era giunto il momento di tirare una riga e dire basta.

Poi la misteriosa mail che ha rassicurato tutti arrivata niente meno che dal Consolato Italiano di Shanghai.

Parliamo dunque di Ludovica Murazzani, Console Aggiunto, Capo Ufficio Economico e Commerciale presso il Consolato Generale d’Italia a Shanghai.

Nella mail, che pubblichiamo in esclusiva per i lettori, il Console Aggiunto, ha scritto in data 20 aprile 2020 alle ore 10:58 al capo della Protezione Civile Carmelo Tulumello cose che non hanno mai trovato riscontro ufficiale. Leggiamola insieme:

Gent.mi, 

abbiamo parlato con lo spedizioniere locale (la comunicazione non è stata facile perché parla molto male l’inglese e non parla cinese), che ci ha rassicurato che la procedura burocratica per la spedizione è stata completata con successo e la fornitura (7,5 milioni di maschere) dovrebbe partire con un volo cargo questo giovedì 23 aprile.

Gli abbiamo chiesto di inviare a noi e a voi una copia del Bill of Landing oppure qualsiasi altro documento che dimostri il completamento della procedura.

Per l’esperienza accumulata in queste settimane (in cui stiamo dando assistenza doganale a decine di queste spedizioni relative ad acquisti di forniture mediche/sanitarie da parte di enti territoriali italiani), se vi fossero problemi seri in dogana lo spedizioniere avrebbe già richiesto l’assistenza del Consolato, cosa che non ha fatto quindi tutto mi lascia pensare che le cose stiano procedendo bene come ci ha detto lo spedizioniere.

A presto per gli ulteriori aggiornamenti,

cordialmente,

Ludovica Murazzani

Noi stessi abbiamo scritto diverse mail alla dottoressa Ludovica Murazzani ma non si è mai degnata di rispondere. 

Con quale spedizioniere ha parlato?

Come mai un cinese non parla bene il cinese?

Per quale ragione fa riferimento a 7,5milioni di maschere e non ai 20milioni di dispositivi che la Ex-Or attendeva?

Come mai il Console Aggiunto non ha mandato, per conoscenza, questa mail all’Agenzia delle Dogane?

Insomma. Dal numero di spedizioni che partono dalla Cina verso l’Italia e i sequestri che avvengono quasi quotidianamente si capisce bene che il Console Aggiunto sta facendo male il suo lavoro.

Adesso anche lei dovrà delle spiegazioni alla Regione Lazio, ente sì leso da questa truffa e non i politici che l’hanno permessa.

Forse, Zingaretti, se la dovrà vedere con la giustizia, questo è poco ma sicuro (non poteva non sapere), l’unica sua fortuna ad oggi è stata che, le indagini, non sono state affidate al commissario Montalbano. Lui sì che avrebbe già risolto il caso e assicurato alla giustizia quest’associazione di truffatori senza scrupoli.

 

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4 Replies to “Regione Lazio “mascherine fantasma” – La Ex-Or Sa non ha un ufficio a Lugano. A Piazza Dante 8 c’è solo la cassetta delle lettere

  1. Che significa tecnicamente sì? I soldi sono stati restituiti o no? è questo il punto, perchè è evidente che era tutta una truffa però se il clamore mediatico l’ha fatta saltare l’effetto immediato deve essere la restituzione del malloppo. Se invece inizia la guerra di carte bollate, i soldi (dei contribuenti) non si vedranno più per la gioia dei soliti noti “amici degli amici”. Grazie

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