Molo Vespucci – Un supporto al Rup davvero Signorile

Francesco Maria Di Majo ha nominato il vice presidente della Taranto Logistica Spa consulente per la vertenza Port Mobility. Sul portale trasparenza non c’è traccia della sua nomina, perché?

CIVITAVECCHIA – Che il presidente di Molo Vespucci, Francesco Maria Di Majo sia una persona che non ama la trasparenza è cosa nota. Ultimamente, con la scusa del Covid-19 è diventato ancora più tenebroso.

L’ultima vicenda poco chiara è quella legata a Port Mobility. Tutti sanno che vuole far fallire la società di servizi di proprietà dei fratelli Azzopardi. Non ne ha fatto mai mistero e nelle cene alcoliche del suo amico Ivan Magrì l’argomento ha sempre interessato i commensali.

Hanno sempre tentato di lottizzare il lottizzabile. Nominare amici degli amici. Dopo tanti tentativi, finalmente, hanno trovato una posizione anche al figlio di Claudio Signorile e cioè a Jacopo (nella foto).

Nella prima riunione convocata per iniziare le operazioni di revoca della concessione, la brillante segretaria generale Roberta Macii, in attesa del patteggiamento per peculato, presentò la new entry Signorile quale assistente al Rup del procedimento che, in questo caso, è il brillante “salta fossi” (così chiamano i geometri dalle nostre parti) meglio conosciuto come battery low Emilio Pintavalle.

Quest’ultimo ormai è in procinto di andare in pensione. La professione del geometra ha fatto di Pintavelle un milionario. Possiede una villa in grado di mettere in imbarazzo la famiglia Torlonia. Possiede cavalli e tanto altro ancora ma è stanco e soprattutto geometra quindi, per affossare Port Mobility e la famiglia Azzopardi  serve uno specialista.

Jacopo Signorile ha un nome importante e dei precedenti a livello portuale decisamente rilevanti.

Qualche anno fa le inchieste giudiziarie del “sistema Incalza” (leggi l’inchiesta di Repubblica sui Porti d’Oro del Sistema Incalza) raccontarono storie molto interessanti. Nella sua Puglia. Secondo i carabinieri del Ros “l’ex-ministro e suo figlio Jacopo, per vicende riguardanti appalti pubblici, sono tuttora in rapporti, sia con Incalza che con Stefano Perotti“.

La famiglia Signorile partecipa, in qualche modo, alla nascita della piastra logistica del porto di Taranto. L’opera vale una fortuna: 219,1 milioni di euro.

Nella compagine delle imprese un piccolo ma decisivo ruolo viene svolto dalla Logsystem International. La società ha una sede principale a Roma (in via Venti Settembre) e un bilancio dai numeri contenuti (179mila euro i ricavi nel 2013 e 989 euro gli utili a fine anno). Eppure è la sua composizione azionaria che non passa inosservata. Il 50% è controllato dalla Proter srl, società partecipata al 75% da Jacopo Signorile (figlio dell’ex-ministro Claudio) e al 25% da Felice Borgoglio. Il 5% di Logsystem è poi in mano ad Eurolog srl (altra società dove figurano ancora Jacopo Signorile e Borgoglio), mentre il restante 45% è detenuto dalla Argo Finanziaria, azienda del gruppo Gavio, presieduta da Beniamino Gavio.

Cazzarola, solo un idiota potrebbe non pensare che questo tizio, Signorile (Jacopo) non possa avere conflitti di interessi nel Porto di Civitavecchia. (GUARDA QUI)

Siccome sappiamo che riveste ancora la carica di vice presidente della Taranto Logistica Spa siamo andati a vedere cosa ha dichiarato, al momento della sua nomina da assistente al Rup.

Tutti sanno che i documenti da presentare per la validità della nomina sono sostanzialmente due.

Il primo l’attestazione insussistenza cause incompatibilità. Il secondo la dichiarazione di insussistenza di incompatibilità.

Nel portale della trasparenza dell’Autorità Portuale non c’è traccia della nomina né tantomeno degli altri due documenti.

Probabilmente il lavoro per far quadrare i numeri della performance e assicurarsi premi da oltre 500mila euro hanno impedito la pubblicazione degli atti.

Non possiamo neanche dare la colpa alla segretaria generale Roberta Macii, lei per non incappare nell’interdizione dai pubblici uffici, accusa di peculato per aver utilizzato in modo improprio la vettura dell’ente, è alle prese con la richiesta di patteggiamento che dovrebbe essere discussa l’11 giugno prossimo presso il Tribunale di Civitavecchia.

Ammettere le proprie colpe diminuisce la pena e, soprattutto, le consente di rimare asserragliata a quella poltrona che permette di commettere reati come il peculato ma di portare a casa decine di migliaia di euro come premio di produzione. Così è che va l’Italia.

Torniamo a Jacopo Signorile. Sembrerebbe che lo sciatore butterato, in uno slancio d’entusiasmo, avrebbe elogiato il lavoro del figlio di Claudio, soprattutto fatto a titolo gratuito.

Anche in questo caso, qualche buontempone, prima o poi, si divertirà a mandare le carte all’ANAC e alla Procura della Repubblica di Civitavecchia. Sì perché adesso che la magistratura è in piena bagarre giudiziaria fraticida, difficilmente il papà del Di Majo potrà metterci l’ennesima “pezza”.

Francesco Maria Di Majo ha prodotto più danni al Porto di Civitavecchia che la bomba atomica ad Hiroshima ma tanto gli è bastato per portare a casa un premio da oltre 60mila euro.

Una cifra che non è riuscito a mettere insieme neanche il più forte sciatore italiano con più vittorie in Coppa del Mondo quest’anno.

– Segue

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