Civitavecchia – Il presidente di Molo Vespucci Di Majo va a piangere dal sindaco Tedesco ma… (alea iacta est)

Con la scusa di una fantomatica riunione di cui solo lui ricordava data e ora si è presentato in sala consiliare. Snobbato da tutti ha chiesto al sindaco di poter parlare ma è stato liquidato in pochi minuti

CIVITAVECCHIA – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria Di Majo, sembra un pugile suonato che vagabonda per una città che lo detesta e non lo vuole più.

Ieri, senza un appuntamento, ha bussato alla porta di una stanza nel Comune di Civitavecchia dove era in corso una riunione su CSP alla presenza del sindaco Ernesto Tedesco e del suo vice Massimiliano Grasso.

Ha fatto capolino, un cenno e chiesto di parlare con il sindaco. Con la scusa banale di una presunta riunione che avrebbe dovuti vederli uno di fronte all’altro, Di Majo, dopo i preamboli, è arrivato al dunque.

Ha cercato di avere spiegazioni sul perché il sindaco della Città di Traiano abbia spedito quella durissima lettera alla Ministro De Micheli

Una lettera, ricordiamo per chi non avesse letto le cronache di ieri, in cui chiedeva l’intervento deciso del Ministero per cercare di risolvere una crisi profonda culminata con le dimissioni della segretaria generale Roberta Macii.

Il sindaco Tedesco è persona educata e a modo. Gli ha spiegato che la città e il suo governo non può più tollerare questa situazione. La sintesi molto cruda è che faccia “fagotto” e se ne vada quanto prima da Molo Vespucci. Lui, il presidente raccomandato dal papi, lo ha ridotto in macerie. Un record compiuto in soli tre anni dal suo insediamento.

 

 

richiesta commissariamento di majo adsp

 

 

Pochi minuti di convenevoli e poi ognuno per la sua strada. Adesso la città è in fermento. Non si può attendere oltre e la nomina di un nuovo presidente, correndo il rischio che un personaggio come Di Majo, grazie alle raccomandazioni politiche del padre, possa in qualche modo rimanere ancorato a quella poltrona per un altro mandato, non può essere permesso.

Un bilancio disastroso. Contenziosi, liti, vertenze e figuracce rimediate costantemente che hanno affossato l’economia del porto.

C’è bisogno di un commissario in grado di assumersi le responsabilità. Che abbia il coraggio di mettere le mani in quel fondo di riserve di quasi 50milioni di euro e aiuti le imprese a risalire la china. Un commissario che conosca il porto. Non uno qualsiasi calato dall’alto. Serve qualcuno che conosca il porto di Civitavecchia come le sue tasche. Che abbia il coraggio di decidere e di contrattare. Che conosca la materia portuale e non come questo presidente esperto di slalom gigante e discesa libera. Qualcuno c’è. La città lo sa’ ed è per questo che si sta ritrovando e sta cercando di fare squadra per salvare il salvabile.

Osare e credere nell’impossibile per tornare ai fasti di un tempo. Per fare questo bisogna tirare una riga, pacificare le varie anime che in questa città, se unite, non hanno paura di mettere in campo iniziative clamorose. E’ ora di agire senza ulteriori indugi per il bene del porto e della città.

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