Civitavecchia Porto – Il presidente Di Majo regala un altro sciopero alla città. I lavoratori di Port Mobility incrociano le braccia

Avviato lo stato di agitazione e il blocco delle flessibilità. Mercoledì 19 agosto braccia incrociate con replica il 26

CIVITAVECCHIA – La decisione era nell’aria da giorni. Adesso è ufficiale. I lavoratori Port Mobility sono ufficialmente sul piede di guerra: Cgil Filt, Uiltrasporti, Ugl mare e Usb proclamano lo stato di agitazione e annunciano uno sciopero per il 19 agosto.

Le scelte scellerate del presidente Francesco Maria Di Majo messe in atto per distruggere Port Mobility e le conseguenze “protezioni” messe in atto dalla società, hanno finalmente deciso i sindacati a ricorrere alla protesta più eclatante che sarà replicata, secondo indiscrezioni, il 26 agosto. Alla base di questa decisione anche la corrispondenza in mano ai sindacati tra la società di servizi generali e l’AdSP che pubblichiamo in esclusiva.

“Le scriventi organizzazioni sindacali – scrivono in una nota Alessandro Borgioni (Cgil), Gennaro Galli (Uiltrasporti), Fabiana Attig (Ugl) e Giancarlo Ricci (Usb) – nonostante i diversi incontri avuti con la società Port Mobility e l’Adsp, alcuni anche congiunti, si trovano a non aver ricevuto risposte soddisfacenti rispetto alle criticità evidenziate. Abbiamo più volte espresso le nostre preoccupazioni rispetto alla gestione della fase covid e come poterne uscire senza conseguenze sul piano economico-occupazionale, e soprattutto come poter riprogrammare il servizio in previsione della ripresa. La nostra speranza era che la gestione protetta del 2020, attraverso il divieto di licenziamento e l’utilizzo degli ammortizzatori, pur tra i grossi sacrifici che stanno vivendo i lavoratori, potesse portare ad una ripartenza per il 2021 con un accordo pluriennale che permettesse all’Adsp di chiedere un servizio adeguato e alla società concessionaria una programmazione delle attività, invece ci troviamo davanti ad un profondo stallo. Le difficoltà economiche dell’ente per un verso e l’incertezza legata alla variabilità, nel contesto che stiamo vivendo, del sistema adottato negli ultimi due anni del chi usa paga ha portato più volte la Port Mobility a parlare di ristrutturazione, con gravi rischi occupazionali. In una fase delicata come questa – tuonano i sindacati – non possiamo correre il rischio di perdere un solo posto di lavoro, la strada che si è intrapresa purtroppo ha il percorso segnato, se non vi sarà un’inversione di tendenza e le basi per fare questo si devono gettare ora, ci troveremo a gestire un consistente numero di esuberi. Un ulteriore aggravio delle condizioni economiche dei lavoratori si è verificata con la mensilità di luglio, dove la società ha deciso di non anticipare più la cassa integrazione, lasciando i dipendenti in balia dei tempi dell’Inps”.

 

 

lettera port mobility sidacati luglio

 

 

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