Civitavecchia Porto – La Corte dei Conti riscrive a Di Majo. Sulla PAS la mannaia di una chiusura imminente: “costi fuori mercato”

Mentre il presidente si auto elogia nella speranza di essere riconfermato a Molo Vespucci (probabilmente lo vuole “radere” al suolo) da Roma non arrivano segnali incoraggianti. Domani riunione d’urgenza con i revisori dei conti

CIVITAVECCHIA – La Corte dei Conti ha scritto, per l’ennesima volta, all’Autorità Portuale e al presidente Francesco Maria Di Majo. Lo ha fatto a stretto giro. Sono passati appena due mesi dalla lettera di contestazioni (erano i primi giorni d’agosto) e chiarimenti alla quale i “suoi” uffici, evidentemente, non hanno risposto in modo convincente. Infatti, dalla ex Caserma Montezemolo è stata spedita una nuova e perentoria lettera con l’invito ad essere molto più chiari.

La minaccia di sanzioni questa volta è molto più netta. L’invito, all’Ente ed ai ministeri vigilanti, era ed è quello di porre in essere ogni azione utile al raggiungimento di una gestione più rigorosa ed efficiente dell’ente guidato da Di Majo.

Due i passaggi cruciali che potrebbero costare caro all’attuale presidente ed allontanare un’assurda, quanto sciagurata e disastrosa riconferma.

La prima riguarda la PAS, cioè la società di sicurezza portuale. Mal gestita e sulla quale pendono anche altri pesanti provvedimenti giudiziari. C’è da spiegare pure tutte le alchimie fatte per riconfermare l’attuale amministratore e membri del collegio sindacale tra finte e vere dimissioni e “stranezze” procedurali.

Il secondo approfondimento riguarda la ex segretaria generale Roberta Macii e il modo anomalo, certamente irregolare, con il quale il presidente ha provveduto al suo “licenziamento”.

Ci sono anche altri rilievi ovviamente ma davvero marginali rispetto a questi due appena accennati.

Per quel che riguarda la Port Authority Security pur avendo tagliato i costi orari degli agenti in servizio attivo, il bilancio è ritenuto insostenibile. Dunque? L’invito è quello di guardarsi intorno. Un po’ come la CSP del Comune di Civitavecchia. Esternalizzare i servizi per abbattere i costi e chiudere una società non in grado di autofinanziarsi. In sintesi una società in perenne default.

La preoccupazione maggiore, in questo momento è tenere buoni i lavoratori. Il presidente si sta giocando la riconferma e non vuole gente sotto Molo Vespucci a fare casino.

Di Majo è consapevole di questo. Non ha mai raccontato la verità in quattro anni figuriamoci se lo farà proprio adesso. La trasparenza per lui è quella riferibile alle sue lenti degli occhiali. Ci vede bene solo quando si tratta dei suoi interessi, della sua poltrona, della sua sciolina, tutina da slalom, ecc.

Affidare servizi ad istituti esterni sì, ma non adesso. Lo farà il prossimo presidente o lui fra qualche mese semmai fosse rinominato (tocchiamo ferro e non solo).

L’invito è quello di sondare istituti di vigilanza esterni e capire meglio quanto si potrà risparmiare sui servizi. Morale? Stipendi da fame e tanta gente che si ritroverà disoccupata.

Per quanto riguarda la segretaria generale Roberta Macii, la cosa è più articolata ma ben più grave. Peserà di certo nel giudizio finale e cioè sull’operato di questo disastroso presidente in questi ultimi quattro anni.

Dopo aver fatto di tutto per far dimettere la segretaria generale ha proceduto, come suo solito, violando ogni forma giuridica elementare. Non ha prodotto lettere di sfiducia alla segretaria (doveva farlo). Non ha portato in discussione al comitato di gestione il provvedimento che stava adottando se non un accordo civilistico tra le parti sulla buona uscita. Dovevano discutere prima quelli del comitato di gestione e non votare il provvedimento (cosa che non hanno ovviamente fatto).

Anche in questo caso il presidente Francesco Maria Di Majo ha dato il meglio di se. Non ha mantenuto i patti. Non ha pagato il compenso pattuito con la sua ex segretaria generale. Dopo la scadenza vergata su carta l’avvocato della dottoressa Macii ha inviato una lettera di diffida (pagare entro e non oltre i sette giorni) alla quale, ovviamente, non potrà rispondere.

Già perché quei 50mila euro, l’ente, non li pagherà mai. Dovrà chiedere alla moglie austriaca di mettere le mani nei conti correnti personali (molto polposi dicono) ma ormai, la frittata, è fatta.

Solo questa procedura di licenziamento avrebbe dovuto far scattare il provvedimento di commissariamento ma, ormai, mancano poche settimane alla nomina del nuovo presidente.

A proposito di nuovi presidenti. Uno dei papabili è stato visto questa mattina a spasso per Civitavecchia. Pare stesse cercando un alloggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *