Civitavecchia Porto – Di Majo con le valige in mano organizza il comitato di gestione a Gaeta per promuovere i suoi “lacché”

Se non arrivano 6milioni dal Ministero default assicurato ma il presidente cerca di giocarsi il tutto per tutto e sul piatto mette anche le amicizie del babbo

CIVITAVECCHIA – Il mandato di Francesco Maria Di Majo alla presidenza dell’Autorità di Sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale è ormai agli sgoccioli.

Si dice che il 25 novembre potrebbe diventare il 25 aprile di Molo Vespucci. Purtroppo però lui, il peggior presidente dal dopoguerra ad oggi, Di Majo, è determinato a radere al suolo quel poco che oggi, tra una maceria e l’altra, è rimasto ancora in piedi.

Nonostante il rischio default; la necessità di reperire 6milioni per non mandare in bancarotta l’ente; la PAS ormai pronta per essere messa in liquidazione, ha trovato il tempo di scrivere una lettera ai sindacati per invitarli lunedì prossimo presso il “roof garden” di Molo Vespucci per decidere alcuni avanzamenti di carriera e rimodulare l’attuale pianta organica.

Ovviamente se i sindacati si presteranno a questa buffonata ne risponderanno in prima persona con il resto dei dipendenti che, fino ad oggi, hanno vissuto in “ostaggio” di questo individuo rancoroso e vendicativo.

Già perché uno dei motivi che hanno spinto l’ex direttore generale, Roberta Macii a fare i bagagli e togliere il disturbo, erano le continue pressioni e richieste da parte del presidente di tagliare gli stipendi a tutto il personale e cacciare, quanto prima dal posto di lavoro, l’attuale vice sindaco Massimiliano Grasso.

Se da una parte l’avvocato (Di Majo) chiede di tagliare gli stipendi e ridurre la pianta organica, come può pensare di far passare questa “rimodulazione” come necessaria?

A Civitavecchia, ma anche a Roma, Fiumicino e Gaeta non vedono l’ora di conoscere i nomi di questi dipendenti, novelli “lacchè” di questo buffo personaggio che, per quattro anni, ha oltraggiato il lavoro di straordinari presidenti e fenomenali operatori portuali.

 

di majo promuove

 

Chi sono questi impiegati da premiare? Nick Mascella? La collega “satt’acca” a tutto? Compagno Tavernello? Lelio e le storie tese? Non vediamo l’ora di conoscerne il nome e ricostruire il loro percorso in questi ultimi quattro anni.

Per fare questo ultimo atto, il presidente Di Majo, ha scelto come “teatrino”, la sede distaccata di Gaeta. E’ lì che terrà il comitato di gestione. Lontano da orecchie indiscrete (pensa lui) e nella tana di uno dei tanti abusivi dell’attuale management e cioè Lucio Pavone, alias “Tavernello” che, grazie alla sua tenue e delicatissima voce, pare sia stato indicato come nuova “voce bianca” di Molo Vespucci.

Il Ministro Paola Di Michele avrebbe pronta la lettera da inviare a Nicola Zingaretti con il nome del nuovo presidente. Sempre più forti sono le voci che indicano Pino Musolino. Certo è che chiunque arrivi al posto dello “sciatore butterato” potrà soltanto fare meglio.

Qualcuno ha provato a distrarre l’attenzione dei vertici ministeriali proponendo tale Carlo Mearelli che, a colloquio con un noto ed imparziale giornalista locale, era stato scambiato per un “macellaro di Porta Pinciana“.

Battute a parte, Francesco Maria Di Majo, pur di farsi riconfermare è arrivato al punto (così si racconta negli ambienti ben informati) di convincere il padre ad un vorticoso giro di telefonate per sensibilizzare gli amici del passato e convincere la ministra a tornare sulle sue decisioni.

Visti i tempi che corrono tutto è possibile e da non sottovalutare. I tempi sono ristretti. Il 25 novembre potrebbe essere il giorno della liberazione e una ricorrenza da festeggiare negli anni a venire ma, come diceva il grande Vujadin Boskov: “RIGORE E’ QUANDO ARBITRO FISCHIA”.

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