Civitavecchia Porto – Francesco Maria di Majo non è più il presidente dell’AdSP del Tirreno Centro Settentrionale

Iniziati i 45 giorni di prorogatio ma saranno come un “semestre bianco”; dovrà occuparsi della sola amministrazione ordinaria. Finalmente si è chiuso il periodo più buio di Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – E’ ufficialmente finita. Francesco Maria di Majo alla mezzanotte di ieri ha terminato i quattro anni di mandato. Da oggi iniziano i giorni di prorogatio che, per legge, non debbono essere più di 45.

Quattro anni di sofferenza e incubi. Il porto rimasto prigioniero nelle mani di una persona che, dal punto di vista professionale, non conosceva il mestiere né tantomeno ne è stato all’altezza.

Quattro anni di litigi, vertenze, scontri con gli armatori, portuali, città e la politica.

Adesso si spera che prima di Natale il nuovo presidente, Pino Musolino, possa iniziare a cancellare le tracce, in modo permanente, di chi lo ha preceduto.

Nell’ultimo giorno del suo mandato, però, l’ormai ex presidente Di Majo non ha rinunciato alla sua ultima brutta figura.

Accompagnato da “tavernello” Pavone in quel di Gaeta per inaugurare le opere di completamento del “Salvo D’Acquisto”, parliamo del porto di Gaeta ovviamente, progettate e iniziate da chi lo ha preceduto.

Un progetto importante voluto dal suo predecessore Pasqualino Monti che iniziò il rifacimento dei piazzali fronte porto per una superfice di oltre 70mila metri quadrati e realizzati a breve distanza dalle banchine.

La realizzazione di quest’area è stata finanziata dal Cipe con 33 milioni di euro concessi ovviamente alla precedente gestione.

Per evitare un funesto futuro (dove ha messo le mani questo presidente tutto è andato a rotoli) la benedizione è stata affidata all’Arcivescovo di Gaeta, S.E. Monsignor Luigi Vari  che ha proceduto ad irrorare d’acqua Santa i nuovi piazzali intitolati all’ultima Regina del regno delle due Sicilie, Maria Sofia Von Wittelsbach.

Il sindaco Mitrano ha disertato la cerimonia mentre era presente l’onorevole del Gruppo Misto, ex grillino, Raffaele Trano e l’europarlamentare leghista Matteo Adinolfi.

Francesco Maria Di Majo ha chiuso così, con l’ultima passerella ufficiale, il suo mandato. Che abbia fatto un pessimo lavoro, dal punto di vista manageriale, lo dimostra il fatto che non sia stato riconfermato nel suo incarico.

Adesso non rimane che preparare i fuochi d’artificio e le bottiglie di spumante italiano (non certo austriaco) per poter accendere i primi e “sciabolare” le seconde nel momento in cui lascerà il suo ufficio a Molo Vespucci e salirà sul treno che lo riporterà a Roma da “papi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *