Santa Severa – Abusi edilizi “Isola del Pescatore”, il Tar Lazio ha respinto l’istanza cautelare

Duro colpo per i titolari del ristorante che, nonostante il giudizio tranciante dei togati regionali, potranno giocarsi un’ultima carta presso il Consiglio di Stato

SANTA SEVERA – La Fratelli Quartieri S.r.l. il 17 marzo scorso ha ricevuto una bruttissima notizia dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio – Sezione di Roma che ha respinto l’istanza cautelare proposta dalla società per far annullare le ordinanze di demolizione di alcune importanti parti di uno dei più famosi ristoranti del litorale, l’Isola del Pescatore.

I Fratelli Quartieri avevano promosso ricorso avverso il “Provvedimento n. 4/2020” del Comune di Santa Marinella (Città Metropolitana di Roma Capitale) Settore IV Ufficio I a firma del Responsabile del Settore IV sub con “oggetto: ingiunzione di demolizione delle opere abusivamente realizzate e rimessa in pristino dello stato dei luoghi presso l’immobile denominato Isola del Pescatore, sito in Santa Severa, Comune di Santa Marinella (Roma), Via Cartagine n. 1 – immobile distinto in Catasto al Foglio 23, particella 45, 171 e 172. Terreno di proprietà della Regione Lazio concesso in affitto alla Soc. F.lli Quartieri S.r.l., rappresentante legale Fabio Quartieri”.

Gli opponenti hanno visto la costituzione in difesa di tutti gli enti coinvolti, dalla Capitaneria di Porto all’Agenzia del Demanio, dalla Direzione Regionale Lazio al Ministero per i Beni ed Attività Culturali e per il Turismo – Direzione Generale Archeologica delle arti e paesaggio.

Capofila dei vari enti, inevitabilmente, il Comune di S. Marinella.

I titolari del ristorante “Isola del Pescatore” avevano presentato domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato.

Per i giudici del Tar Lazio:  “considerato che l’istanza cautelare non appare, allo stato degli atti, assistita da sufficiente fumus boni iuris, considerato che gli interventi in contestazione ricadono in area plurivincolata e che eventuali possibilità di regolarizzazione di alcune delle opere in contestazione potranno essere semmai esperite nella naturale sede procedimentale” ha respinto l’istanza cautelare presentata dai Quartieri e trasmesso gli atti alle parti.

Non tutto è perduto. Nonostante la sentenza sia evidentemente e obiettivamente tranciante i titolari del ristorante potranno ricorrere al Consiglio di Stato,

Tutto la vicenda nasce lo scorso anno dal verbale di sopralluogo effettuato dagli esperti della Soprintendenza Archeologica per Roma, Viterbo e Etruria Meridionale, insieme agli uomini della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, del Demanio e del comune di Santa Marinella.

Nel mirino degli archeologi il «portico» del locale, ovvero la grande sala ristorante che si affaccia sulla spiaggia e sul sito archeologico gioiello del Lazio.

I verbalizzanti hanno scritto: “Si ravvisa una sostanziale difformità tra quanto autorizzato in fase di condono e la conformazione della struttura”, che elencava anche le diverse richieste di sanatoria inviate dai titolari fin dalla nascita del locale.

Il ristorante risulta sorto su terreni di proprietà della Regione Lazio, ex Pio Istituto S. Spirito come il vicino castello, aveva un nucleo iniziale «costruito nel 1939»; un vecchio capanno dei pescatori che poi fu ampliato, secondo i verbalizzanti, senza «titoli edilizi e autorizzazioni ministeriali».

Rilevati gli illeciti, il verbale – firmato dalla Soprintendente Margherita Eichberg – ricordava come gli interventi non autorizzati «costituiscano reato penale» e chiedeva al Comune di Santa Marinella (diffidato nella circostanza) al ripristino dei luoghi anche perché le leggi in vigore sull’area vincolata «non consentono nuove costruzioni o ampliamenti, solo il recupero di manufatti».

 

N. 00149_2021 REG.RIC_ 16 marzo

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