Civitavecchia Porto – L’Adsp, sotto la mannaia della Corte dei Conti per colpa della PAS, chiede conto ai vecchi amministratori

Anche l’ex presidente Francesco Maria di Majo deve restituire (per il momento) e solo per il 2016, oltre 100 mila euro

CIVITAVECCHIA – Un vecchio detto dice: “per far dispetto alla moglie si tagliò l’u…..”. Ebbene, questa metafora si può applicare alla scellerata azione compiuta dal fu presidente Francesco Maria di Majo all’ente da lui guidato fino a qualche mese fa. Cioè l’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale che raggruppa Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.

La Corte dei Conti, proprio su spunto di una delle tante segnalazioni fatte in libertà dal vecchio presidente hanno prodotto un primo disastro di cui avevamo ampiamente previsto l’esito finale.

I giudici contabili hanno contestato all’AdSP la gestione della Port Authority Security i danni cagionati dalle fatturazioni false prodotte dal vecchio management per coprire gli elevati costi del personale, soprattutto quello dirigenziale.

Un milione e trecento mila euro di fatture false che oggi vengono contestate all’AdSP che, a sua volta, ha presentato il conto ai vecchi amministratori, dirigenti, revisori dei conti e organi vari.

Una lettera che lascia spazio a poche interpretazioni e che, di fatto, decreta la fine della società che si occupa della sicurezza portuale.

Questa è una delle tante lettere spedite dall’attuale presidente dell’AdSP, Pino Musolino, ai vecchi organi amministrativi della PAS e ai presidenti che, loro malgrado, rispondono a tale danno in quanto espressione massima del “socio unico”.

Questa la lettera (SCARICA):

 

corte dei conti PAS

 

Una mazzata che colpisce soprattutto le persone coinvolte nella vicenda giudiziaria tutt’ora in piedi. Da Nitrella a Scolamacchia e via via tutti i vari protagonisti di quel periodo.

Il vecchio presidente Di Majo, dimostrando per l’ennesima volta di non essere stato in grado di ricoprire il ruolo a lui affidato, ha di fatto trascinato quella vicenda che costerà molto caro a molti ma soprattutto a lui.

Nel 2016 la somma a danno dell’ex presidente è di poco superiore ai 100mila euro ma per il 2017 l’importo sembrerebbe lievitare ad oltre 700mila.

Un danno che rende insanabile il bilancio e che vedrà costretto il socio unico a drastiche misure tra le quali la messa in liquidazione della PAS stessa.

Per Di Majo le brutte notizie sono appena cominciate. Preparatevi a leggerne di cotte e di crude.

 

– Segue

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