Civitavecchia Porto – Port Authority Security, l’amministratore Marcello ammette il buco milionario e supplica i morosi ad astenersi da azioni giudiziarie

Intanto l’Adsp prepara una richiesta danni all’ex presidente Di Majo di oltre 10 milioni di euro

CIVITAVECCHIA – Il presidente dell’AdSP Pino Musolino e il segretario Paolo Risso probabilmente non avrebbero mai immaginato di trovarsi difronte ad un disastro economico di siffatte proporzioni ereditate dall’ex presidente Francesco Maria di Majo.

La prima grana, ormai inevitabilmente compromessa, è quella relativa alla Port Authority Security. Nel corso della presidenza Di Majo si sono succeduti vari amministratori con risultati a dir poco imbarazzanti (l’unico che si è salvato perché ha denunciato Di Majo stesso è stato Vincenzo Conte).

L’inchiesta promossa proprio dall’ex presidente e dal primo amministratore di sua nomina, Domenico Saccone, ha decretato la morte della società in house che si occupa della sicurezza portuale, la Port Authority Security.

Nel corso di questi drammatici anni abbiamo ripetutamente cercato di far capire agli agenti, ai sindacati, che l’azione di questo avvocato prestato alla portualità avrebbe portato tragiche conseguenze se non si fosse agito con forza. Invece, la paura di molti, il servilismo di altri, hanno permesso di arrivare ad oggi e cioè alle comiche e ad un destino infame per tanti padri di famiglia.

La Procura di Civitavecchia ha certificato e rinviato a giudizio diverse persone perché, nel corso della loro attività in seno della società Pas, avrebbero emesso fatture false per un milione e trecentomila euro per prestazioni mai effettuate (non se li sono intascati ma ci hanno pagato fior di professionisti).

La Corte dei Conti ha invitato l’ente erogatore, quindi il socio unico AdSP mar tirreno centro settentrionale, a recuperare le somme indebitamente versate alla PAS che, di fatto, non possiede neanche un magazzino per il vestiario.

Per non incappare in sanzioni ed ulteriori danni erariali, Pino Musolino, ha proceduto a mettere in mora, in attesa che vengano accertate le reali responsabilità individuali, quelli che dal 2016 al 2020 hanno avuto incarichi all’interno della PAS. Amministratori, consiglieri, organo di valutazione, collegio sindacale e così via.

Molti sanno che la procedura è lunga e il traguardo di un recupero delle somme molto tortuoso se non impossibile. Dopo aver pubblicato su questo sito la richiesta dell’AdSP inviata a vari soggetti per la restituzione delle somme, l’amministratore unico della PAS, Raffaele Marcello, fortemente voluto da Francesco Maria di Majo per ben due volte, visto dai dipendenti nel suo ufficio meno volte di quante apparizioni ci siano state a Fatima della Madonna, ha scritto a sua volta una lettera dal contenuto esilarante.

Eccola (scarica)

 

pas richiesta soldi

 

In sintesi, questo amministratore, chiede ai presunti messi in mora di restituire subito le somme all’AdSP perché la PAS non dispone di quegli importi. Devono restituire il tutto e di tenere (udite, udite) “indenne la PAS dal pregiudizio che possa derivare dall’avvio di eventuali iniziative nei suoi confronti da parte dell’AdSP“.

Chiediamo gentilmente a chi possiede l’originale di questa lettera di farcela avere in modo tale da poterla incorniciare a futura memoria.

L’amministratore casertano Raffale Marcello, ribattezzato “Fatima“, a giugno se ne va lasciandosi dietro delle macerie che nessuno ha più la forza di rimuovere, figuriamoci ricostruire.

Nel frattempo però, un vero e proprio tsunami si sta per abbattere sull’ex presidente Di Majo. Si parla di azioni di responsabilità da oltre 10 milioni di euro. In questi giorni, il Di Majo avvocato, ha sguinzagliato i suoi fedelissimi, anche i più “temibili”, per cercare di avere un incontro con l’attuale presidente Pino Musolino. Richieste e assalti sempre respinti al mittente. Il nuovo manager non ha nulla da dire a chi ha compiuto questo capolavoro di distruzione di massa del porto di Civitavecchia.

Tutto questo avviene mentre sono in corso i preparativi per una rivisitazione della “festa del ringraziamento”. Non ci sarà un mega tacchino sul tavolo dei commensali ma bensì un bel pavone cotto a puntino.

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