Frosinone – Tallini, avvocato e consulente che gira su una BMW X3 pagata dalla cooperativa dei giornalisti in crisi

Talmente tanti impegni (tra cattedre universitarie, rifiuti, Comuni e rotative) da dimenticare anche importanti udienze legate a vertenze di lavoro

FROSINONE – Valerio Tallini. Questo è il nome dell’avvocato ai più sconosciuto che presiede l’imponente cooperativa di giornalisti nella quale lavorano decine di giornalisti e non, che tiene in vita due colossi dell’informazione locale come Ciociaria e Latina Oggi.

Talmente impegnato, tal Tallini, che non ha trovato il tempo per rispondere alle nostre telefonate e messaggi. Forse era troppo preso dai pranzi di lavoro, rimborsati dalla cooperativa ovviamente, in vari ristoranti nei quali si presenta con una certa regolarità e cioè la Taverna Rossini, Gli Ulivi, Molo 10, Cervinia, da Livio, Iside e Un Po’. Talmente attovagliato e preso da un menù di “tartare di salmone, carpaccio di pesce, pescato del giorno, ricciola senape bignè e patate, frutta mista il tutto innaffiato da dell’ottima “Smeraldina” frizzante da dimenticare impegni presi dalla “sua” cooperativa come un’importante udienza legata ad una vertenza di lavoro.

Sanno i soci della cooperativa a quanto ammontano le sue consulenze legali che gli pagano regolarmente? Se lo facciano dire, è un loro diritto saperlo.

Ma a Tallini non possiamo dare tutta la colpa. Leggendo i suoi curricula, che si trovano in forme variegate online, è facilmente intuibile perché sia così impegnato e spesso così esausto da farsi portare “Da Livio” una tartare di tonno, dell’ottimo crudo, un polpo verace, fiori, mezzo primo, dolce e vino alla modica cifra di 220 euro, mentre i giornalisti erano alle prese con la pasta riscaldata del giorno prima.

Voi di Frosinone che lo conoscete a malapena dovete sapere che l’AVVOCATO VALERIO TALLINI ha uno studio legale a Milano, in via Montenapoleone dove ha più possibilità Belen di incontrarlo che uno dei suoi collaboratori sparsi tra la ciociaria e Littoria al quale viene fatta pressione per rinunciare al TFR.

Leggere tutti quegli incarichi in corso o già espletati dall’affamato avvocato Tallini (lo sa bene la Taverna Rossini dove lascia fior di quattrini – della cooperativa) ci fa pensare che il futuro presidente della Repubblica Mario Draghi potrebbe tranquillamente metterlo al suo posto a Palazzo Chigi.

Leggete con i vostri occhi di chi stiamo parlando:

 

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curriculum tallini

 

Un fenomeno. Guadagna così tanti soldi che potrebbe aiutare direttamente la cooperativa giornalisti, visto che è l’amministratore delegato, introitando qualche risorsa importante invece di farsi pagare la rata leasing da 790 euro al mese per una fiammante auto di lusso come la BMW X3. Pensate, non si vergogna affatto di andarci in giro.

Noi lo cercavano perché volevamo chiedergli della sua esperienza all’Università della Tuscia, al Comune di Civitavecchia, come consulente della SAF o dei 136 enti pubblici per i quali ha lavorato e per tanti di questi ancora lavora. Dei suoi rapporti con la politica. Di come spende il nome dei giornali e soprattutto il suo ruolo (anche quando invita a pranzo pezzi da 90 da Iside).

Niente. Non ci siamo riusciti. Volevamo capire di più di questo personaggio che non è in grado di portare un solo centesimo di pubblicità sui quotidiani. Di come pensa di tenerlo in vita. Del resto prende finanziamenti pubblici e li gestisce quindi tutti hanno diritto di sapere.

Rammentiamo a questo super avvocato ciociario semisconosciuto che i giornalisti che lui amministra sono padri di famiglia ai quali si chiede costantemente di rinunciare a qualcosa.

Addirittura di rinunciare al TFR sudato in redazione o in giro a cercar notizie e non accumulato in giro nei ristoranti. Visto che lui amministra due quotidiani che ci stanno profondamente a cuore vogliamo raccontare un aneddoto che spesso portava ad esempio ai suoi giornalisti Giuseppe Ciarrapico: “Prendi un disoccupato. Gli offri un lavora da scopino. Gli metti una divisa e si trasforma subito in un generale”.

Un arguto, ricco e potente avvocato come Tallini avrà sicuramente capito la metafora.

Se non l’ha capita gliela faremo capire noi pian piano o almeno fino a quando non avrà messo in sicurezza il futuro dei colleghi che tutti i giorni mandano in stampa un giornale cartaceo.

Ci meravigliamo del fatto che ancora non abbia convocato un’assemblea dei soci per spiegare le cose come stanno. Della sua necessità di appagare la fame e sete in costosi ristoranti. Dai soldi di Lozza che non ci sono più a come pensa di mandare avanti la baracca quando i contributi per l’editoria saranno terminati anche grazie alle spese del leasing della macchina. Sarebbe anche interessante capire come mai la Polizia Tributaria non si sia ancora interessata a questo libero professionista. Sarebbe davvero interessante sfrugugliare nella sua personale contabilità. Delle sue “influenze private”. Noi non lo molliamo a tutela dei colleghi che non sono nelle condizioni di reagire per paura di perdere l’unica fonte di sostentamento.

– SEGUE

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