Frosinone – Avvocato Tallini, re delle consulenze Asl ma anche dei maxi rimborsi a spese dei giornalisti (in crisi)

Ciociaria e Latina Oggi in crisi per colpa della scellerata gestione della Editoriale Oggi

FROSINONE – L’uscita di scena dalla Editoriale Oggi di Valter Lozza, cooperativa dei giornalisti che edita gli storici quotidiani Ciociaria (anche l’edizione di Cassino) e Latina Oggi, ha fatto emergere delle cose molto strane che vanno assolutamente approfondite a tutela del nome e del prestigio delle testate e del lavoro sottopagato dei colleghi giornalisti.

L’attuale amministratore della Editoriale Oggi è l’avvocato Valerio Tallini. Le sue fortune anche nel privato coincidono con il suo ingresso alla corte di Lozza. Incarichi a tutto spiano. Comuni e Asl su tutti. Poi anche nell’Editoria dove ha portato poca fortuna il suo supporto a La Provincia e un’esperienza nel cda de Il Romanista. Su quest’ultimo e sui soldi che si è fagocitato a dispetto della raccolta pubblicitaria su Latina e Frosinone dedicheremo un capitolo a parte.

Come un capitolo a parte dedicheremo alle gesta di Valter Lozza in campo editoriale, rifiuti, Cisalfa, Crick Crock e… (tricche tracche e ballacche).

L’avvocato è uno che ama il cibo raffinato, il buon vino, pesce possibilmente pescato del giorno e crudi a volontà (va matto per le tartare preparate “da Livio” o dal “Molo 10”). Più paga la cooperativa dei giornalisti i conti e più si sazia di libagioni degne del suo rango. Del resto non dobbiamo dimenticare che ha uno studio legale anche nella prestigiosa e costosissima via Montenapoleone a Milano.

Dal 2015 ad oggi, il suo apporto all’Editoriale Oggi, è stato molto utile soprattutto al suo conto corrente. Sfrugugliando sui bilanci si è portato a casa circa 150mila euro di consulenze. Escluso rimborsi per circa 12mila euro all’anno (euro più, euro meno). Se va a fare spesa in un centro commerciale e gli occorre qualcosa per le sue apparecchiature elettroniche o di telefonia non esita a farsi rimborsare le fatture dai giornalisti che, nel frattempo, mangiano il panino con la frittata seduti davanti al pc per garantire alle rotative di girare la notte e stampare i giornali da mandare in edicola all’alba.

Dopo l’uscita di scena di Massimo Pizzuti il legale ciociaro si è fatto accreditare, in un’unica soluzione, la bellezza di 50mila euro. Dopo pochi mesi ha provato ad incassarne altrettanti ma qualcuno deve averlo fatto ragionare tant’è che ha fatto una nota di credito (è un documento emesso da un soggetto passivo IVA per rettificare, ovvero per stornare totalmente o parzialmente, importi per i quali è già stata emessa fattura ad un cliente).

Ci domandiamo: l’assemblea dei soci della cooperativa è stata mai messa al corrente di quello che percepisce l’avvocato Tallini e di come spende i soldi della comunità?

Ci pensate quanto sia bello vedersi accreditare tutti d’un colpo 50mila euro sul conto corrente?

Inoltre, con tutti i soldi che guadagna con la sua attività forense è quasi inspiegabile il fatto che si faccia pagare la macchina con la quale viaggia, una fiammante BMW X3. Gliela pagano i giornalisti che ogni giorno sono costretti a tirare la carretta per arrivare a prendere lo stipendio anche con qualche mese di ritardo.

Il suo ruolo di amministratore dei colossi dell’informazione a sud del Lazio ha giocato molto sulla sua carriera. Migliaia di euro di consulenze ottenute dalle Asl. Dai comuni, provincia e quello recentissimo da parte di ATO 5 – Lazio Meridionale – Frosinone da 11.800 euro.

 

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Ma non è l’unico legale che la cooperativa editoriale oggi paga con regolarità. Ce n’è un altro di avvocato, questa volta di Latina. Dino Lucchetti. Il legale percepisce con costanza somme che variano dalle mille ai 10mila euro per le sue attività a supporto dei giornalisti. Probabilmente tanto lavoro. Non è dato sapere. Quello che i colleghi devono sapere è che per loro i soldi si trovano sempre con più difficoltà mentre per altri la liquidità non manca mai.

Giustificabile il costo lordo annuo del direttore Alessandro Panigutti che oscilla tra i 120 e i 130 mila euro lordi annui e del fatto che a tutela del lavoro imponente a cui è sottoposto si sia fatto anticipare tutto il TFR. In caso di fallimento per averlo sarebbe difficoltoso. Meglio tutto adesso ovviamente. Per gli altri giornalisti? Sembrerebbe che l’ad Tallini abbia proposto loro di rinunciare al TFR ma la riteniamo una provocazione. Lo avesse fatto a qualcuno di noi avrebbe di certo presentato fatture di rimborso non di spese effettuate alla APPLE ma da qualche studio dentistico.

Tutto questo quando la cooperativa è alle prese con l’ennesima e pesante crisi.

Chi pensa ai giornalisti che ogni giorno faticano e sputano sangue per arrivare a fine mese?

– segue

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