Frosinone – L’abogato (ex falegname) Pasquale Cirillo, costretto a vivere con un reddito quasi di cittadinanza

L’assessore nel capoluogo ciociaro, genero dell’onorevole Pallone e al centro delle polemiche all’interno di FdI in ciociaria, nell’ultima dichiarazione dei redditi ha denunciato un imponibile lordo di 12 mila euro annui. Nonostante alcuni incarichi ottenuti dall’Ares 118

FROSINONE – Dimmi dove hai studiato e capirò subito chi sei. Per questo ci chiediamo come possa essere lucido un professionista affermato qual è l’avvocato Pasquale Cirillo, laureato nientepopodemeno presso la Pontificia Universitas Lateranensis nel 2009 oltre che, arinientepopodimeno, possessore della Laurea in Derecho conseguita presso Universitat Abat Oliba di Barcellona. Da non dimenticare i suoi esordi da falegname e giardiniere.

Leggendo sempre i suoi curricula visibili in rete si nota che la politica gli ha confuso anche la memoria. In uno presentato al Comune di Frosinone dichiara di essere iscritto al Foro di Frosinone dal 2015. In quello presentato all’Ares 118 dichiara di essere iscritto al Foro di Frosinone dal 2012. Ma queste amnesie potrebbero pure essere causate dal mal nutrimento e dovrebbe fare come il collega Tallini, mangiare più pesce.

 

CURRICULUM VERSIONE CIOCIARA

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CURRICULUM VERSIONE ARES 118

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Se non sapete bene in cosa è laureato Pasquale Cirillo chiedete al signor Google che vi saprà dare tante risposte. Pasquale Cirillo, bi-laureato e assessore da anni, nonché genero di Alfredo Pallone (per adesso ci fermiamo qui) non riesce a sbarcare il lunario.

Nell’ultima dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito del comune di Frosinone l’abogato (avvocato, ndr) di origine partenopee ha dichiarato un incasso lordo di 12.320 euro. Al netto delle ritenute, lo stipendio dell’assessore al Comune di Frosinone è di circa 800 euro mensili. Che, con familiare a carico (come risulta dalla documentazione pubblicata nella sezione “Amministrazione Trasparente”), è sicuramente molto meno di quanto l’avvocato Cirillo meriti. D’altronde, non è giusto che viva con quello che guadagnano i tanti percettori di reddito di cittadinanza che il lavoro non l’hanno mai visto e che le App sui cellulari a pagamento come le “record phone calls” li obbliga a rinunce mensili come un pacchetto di sigarette.

 

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In realtà, un lavoro Pasquale Cirillo lo aveva trovato. Nel 2016 era stato assunto a tempo indeterminato presso la SAF dove aveva avuto anche delle ingenerose consulenze (visto l’abnorme curriculum) ma dopo l’inchiesta della Guardia di Finanza aveva lasciato l’incarico. A distanza di 5 anni l’avvocato ciociaro ha avuto la sua rivincita. Nei mesi scorsi il Pubblico ministero aveva insistito per la richiesta di rinvio a giudizio, ma il Gup, Domenico Di Croce, all’esito della discussione ha dichiarato il non luogo a procedere per i reati contestati all’assessore frusinate perché il fatto non sussiste. Giustizia è fatta, quindi, per Pasquale Cirillo.

A cui resta il magro compenso racimolato nell’esercizio della sua professione nonostante il solito immancabile (sembra quasi diventato territorio di conquista per avvocati e commercialisti ciociari) incarico presso l’Università della Tuscia dove il fosforo lo distribuiscono gratis. E, come detto, dall’Ares 118. Dal quale, nel 2020, ha ricevuto due incarichi (uno da 5.831,82 euro e l’altro da 4.528,86 euro) per un totale di 10.360,38 euro. Praticamente la sua attività forense è terminata qui e capiamo la sua rabbia.

L’avvocato Cirillo, negli ultimi tempi, sembra essersi elevato a moralizzatore della politica ciociara, anche in virtù degli enormi sacrifici che compie rinunciando a parte del suo lavoro e dei suoi guadagni per la buona politica. Per questo, un mese fa, non ha esitato a difendere il suo collega di partito, Domenico Fagiolo detto “Mimmo”, quando questo è stato sostituito nell’incarico di coordinatore cittadino: “Ancora una volta vediamo gestire le questioni interne al partito di Frosinone con decisioni partitiche calate dall’alto e senza alcun confronto su merito e finalità”, aveva tuonato Cirillo.

Aveva dimenticato, il moralizzatore Cirillo, il post che l’allora vice coordinatore provinciale della Lega, Mimmo Fagiolo, aveva pubblicato su facebook dopo una partita casalinga del Frosinone: “I pontini i ceccanesi e i cassinesi … una puzza di merda cosi non l’avevo mai sentita”. Post che aveva scatenato polemiche bipartisan e costretto alla resa Fagiolo dal suo incarico nel Carroccio.

Auguriamo all’assessore Cirillo di avere maggiore fortuna nella sua attività professionale. La fame è una brutta cosa e la crisi, purtroppo, ha colpito tutti ma lui ha i mezzi per venirne fuori… Intanto può cominciare a chiedere consigli in casa o raccomandazioni. L’onorevole Pallone gli indicherà la strada giusta, è uno che se ne intende ed ha un sacco di amici importanti, a cominciare da Valter Lozza con il quale è stato “registrato” più volte.

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