Frosinone – “Operazione Maschera”, il pm Galanti (DDA) conferma la richiesta di rinvio a giudizio di quasi tutti gli imputati

Il 13 aprile 2022 verrà decisa la sorte dei 42 imputati di una delle più grandi indagini sul traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e violazioni alle prescrizioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Tra le persone coinvolte nomi e società di peso nella gestione dei rifiuti della regione Lazio

ROMA – Questa mattina, a Piazzale Clodio nella sede del giudice per le udienze preliminari e nell’ambito dell’inchiesta “Operazione Maschera”, il pubblico ministero aggiunto alla Direzione Distrettuale Antimafia Alberto Galanti, ha chiesto il rinvio a giudizio di quasi tutti gli imputati iscritti sul registro degli indagati.

Il giudice si è riservato di comunicare la propria decisione nell’udienza del 13 aprile 2022, data in cui verrà decisa la sorte di 42 figure, tra persone e società, per una delle più grandi indagini su traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e violazioni alle prescrizioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) avvenute in ciociaria.

Tra le persone coinvolte nomi e società di peso nella gestione dei rifiuti della regione Lazio.

Secondo la Procura di Roma, per voce della Direzione Distrettuale Antimafia, l’unico a non finire sotto processo, dovrebbe essere Ottaviano Sabellico e la sua società, la DSI Servizi Industriali srl. Il Gup potrebbe decidere diversamente.

Tra i destinatari delle richieste di rinvio a giudizio ci sono Valter Lozza e la sua MAD, i vecchi vertici della SAF, Cesare Fardelli e Mauro Vicano oltre al direttore Roberto Suppressa, la E. Giovi srl, società di Cerroni rappresentata da Francesco Rando e Carmelina Scaglione, la Refecta di Cisterna di Latina, Rosettano e Bruno Navarra.

Con loro anche Marco ed Enrico Arduini della Simer srl, difesi fino al giugno 2021 (come comunicatoci dallo stesso difensore) dal sindaco di Frosinone, Comune che nello stesso processo è parte offesa, Nicola Ottaviani.

Per il PM tutti gli imputati per il capo A, ad esclusione di Sabellico, sarebbero colpevoli di “delitto p. e p. dagli artt. 260 D.L.gs 152/06, 110, 81 cpv. c.p., perché, in concorso tra loro, mediante più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di amministratori e gestori di fatto e di diritto delle società di seguito indicate, organizzavano e gestivano un ciclo di smaltimento di grosse quantità di rifiuti abusivamente; in particolare il ciclo di smaltimento rifiuti illecito avveniva secondo il seguente schema: conferivano rifiuti da loro trattati alla discarica MAD srl di Roccasecca qualificandoli come non pericolosi in forza di analisi quantitative e qualitative non esaustive”.

Idem per i delitti di cui ai capi B e D. Prescrizione per il delitti previsti nel capo C. Per tutte le società, tranne la DSI Servizi Industriali di Sabellico, Galanti ha chiesto il rinvio a giudizio.

Il 13 aprile, dunque, ne sapremo di più. Intanto per molti degli imputati la mazzata è stata tremenda e potrebbe pregiudicare progetti a breve scadenza, soprattutto per alcune figure politiche.

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