Latina e Frosinone – Natale di “lacrime e sangue” per i giornalisti dell’Editoriale Oggi

L’avvocato Tallini ha aperto la procedura di licenziamento per i poligrafici e contratto di solidarietà per tutti i redattori (nessuno escluso) che si ritroveranno in busta paga solamente il 50% dello stipendio

LATINA – Il destino dei “Giornalisti Indipendenti“, società cooperativa per azioni proprietaria della testata Editoriale Oggi che edita due importanti quotidiani quali Latina e Ciociaria Oggi è malvagio e sta vivendo il momento più buio da quando è stata costituita.

L’avvocato Valerio Tallini (sorridente e abbronzato: vedi foto) è il presidente del consiglio d’amministrazione della cooperativa. Lui ha fatto sapere ai poligrafici che è iniziata la procedura per il loro licenziamento.

Le cose non vanno meglio per i colleghi delle due redazioni di Frosinone e Latina. Per mantenere in piedi la baracca rinunciano da anni alla tredicesima e alla quattordicesima che invece gli spetterebbe da contratto nazionale. Tallini ha fatto sapere loro che si procederà a grandi passi verso un contratto di solidarietà con un taglio dello stipendio pari al 50%. Dovranno lavorare, se la cosa andrà in porto, non più di tre ore al giorno e con doppi turno di riposo. Soprattutto come faranno con i mutui, le bollette, i figli e via discorrendo.

Per fare questo è stato interessato il sindacalista della Cgil Bruno Carlo, grande amico del “mega direttore galattico” Alessandro Panigutti (deus ex machina dell’Editoriale Oggi) e Lazaro Pappagallo, segretario dell’Associazione Stampa Romana.

Questi dovranno mediare sull’ennesima vertenza con i lavoratori. Giornalisti che si spaccano la schiena per mandare avanti sia le edizioni cartacee che quelle online di Latina e Frosinone. Redattori già sottoposti a cassa integrazione e ammortizzatori sociali vari. A forza di ammortizzare si sono smontati piano piano.

Un bilancio, quello della Cooperativa, disastroso. In assemblea passato con voto di maggioranza (quindi con diversi voti contrari); con un passivo certificato di circa un milione e 600 mila euro che farà il pari con l’arrivo dei contributi per l’editoria.

Scelte scellerate in passato. Un contratto da 250 mila euro lordi ad una società riconducibile all’ex figura del direttore generale Massimo Pizzuti che operava su Frosinone. Contratto sciolto unilateralmente da Tallini. Più volte il “bronzeo” avvocato ha precisato ai giornalisti-lavoratori che, al momento in cui fu sottoscritto quell’accordo, lui era sul pero o forse in qualche ristorante. Non ne sapeva nulla. Lo ha sciolto ma non ha preso provvedimenti. Cosa che invece gli hanno indicato di fare i soci facendolo mettere nero su bianco sul verbale in sede assembleare. Procedere per colpa contro chi ha spolpato la cooperativa. Tutto questo mentre qualcuno ha tentato di far emendare una manleva da azioni per colpa e mala gestio. Fosse solo questo sarebbe già tanto. Invece no. C’è dell’altro. Dipendenti mandati via per isterie personali dell’avvocato Tallini ai quali non è stato corrisposto il TFR e mensilità di fine rapporto. Risultato? Soldi pignorati sui conti correnti. Siccome ne hanno tanti cosa vuoi che sia per l’avvocato. Quisquiglie, pinzillacchere.

Valerio Tallini gira con una bella macchina aziendale. La pagano i giornalisti. Gli pagano anche diversi pranzi e cene che lui puntualmente si fa rimborsare. Gli spettano e tanto si è battuto per loro che è giusto farlo mangiare bene. Tartare di tonno e crudi di altissima qualità.

All’ex responsabile dell’amministrazione, che scriveva e registrava i conti sui libri contabili ma non firmava (NON FIRMAVA), hanno lasciato che si facesse, da innocente, sette mesi di servizi sociali per non aver versato i contributi ai dipendenti. A marzo del prossimo anno si replica per l’anno 2017 ma questa volta, l’avvocato Tallini, dovrà trovare un collega in grado di difenderlo non bene, benissimo.

Mai farsi mordere due volta dalla stessa vipera, è l’unico consiglio che possiamo dare ai nostri colleghi che si trovano ad affrontare l’ennesimo Natale di tristezza e disperazione. La nostra solidarietà a tutti loro. Ai poligrafici e alle loro famiglie.

 

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