L’azienda avvia la procedura per i tagli e cancella le linee di produzione a causa della crisi. Ora parte la trattativa con i sindacati a Latina
APRILIA – Doccia fredda alla Recordati di Campoverde: lo scorso 10 settembre è partita la procedura di licenziamento collettivo per 55 lavoratori, divisi tra 48 operai e 7 impiegati. Una brutta notizia per lo stabilimento chimico-farmaceutico pontino, che oggi conta 301 dipendenti a tempo indeterminato. Alla base del taglio ci sono motivi industriali e organizzativi. La fabbrica produce principi attivi sia per i farmaci del proprio gruppo, sia per il mercato esterno. Nel primo caso la richiesta si sta spostando su farmaci per malattie rare, che richiedono lotti più ridotti e complessi. Nel mercato esterno, invece, pesa la forte concorrenza di Cina e India.
Il piano prevede una pesante contrazione dei volumi. Nel periodo 2027-2029 la produzione per l’esterno calerà di circa 120 tonnellate, cioè il 21% in meno rispetto all’ultimo triennio. Inoltre, nel 2026 cesserà la produzione dell’intermedio Valcian e verranno ridotte quelle di Difenilidantoina e Fenitoina Sodica. Per questo l’azienda taglierà le linee produttive, lasciandone attiva solo una su quattro (il 25%), e chiuderà definitivamente il reparto 337. Verrà anche cancellato il presidio infermieristico interno, che potrebbe passare a una ditta esterna.
La Recordati ritiene questa crisi strutturale e definitiva. Ha quindi escluso ammortizzatori sociali come cassa integrazione, contratti di solidarietà o part-time collettivo, spiegando che non ci sono altri posti liberi in azienda. Ora si apre la trattativa con i sindacati nella sede di Unindustria a Latina, in via Montesanto. L’azienda si è detta disponibile a pagare bonus economici extra rispetto alla legge per chi perde il posto. Se non si troveranno alternative, i licenziamenti scatteranno entro i 120 giorni previsti dalla legge.

