Il 26enne è finito ai domiciliari, la madre di 51 anni è stata denunciata a piede libero. In casa i carabinieri hanno trovato anche 30 grammi di crack, mille euro in contanti e due bilancini di precisione
Ladispoli – Camminavano insieme per strada, madre e figlio. Un’immagine qualunque, in un pomeriggio d’agosto a Ladispoli. Ma i carabinieri della stazione locale li tenevano d’occhio già da un po’, e quell’atteggiamento sospetto ha fatto scattare il controllo.
È finita con un arresto e una denuncia. Il 26enne, residente in città, è ora gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La madre, 51 anni, è stata denunciata in stato di libertà per concorso nello stesso reato.
La droga nella borsa della madre
L’operazione è arrivata al termine di un mirato servizio di osservazione, controllo e pedinamento. Quando i militari hanno deciso di intervenire e hanno proceduto alla perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di 200 grammi di hashish. Non addosso, però: la sostanza era occultata all’interno della borsa della donna.
Il passo successivo è stato l’ingresso nell’abitazione dei due, dove la perquisizione ha dato altri frutti: 30 grammi di crack, mille euro in contanti — ritenuti provento dell’attività illecita — e poi due bilancini di precisione insieme a materiale vario utile al confezionamento delle dosi. Un corredo che, secondo gli inquirenti, non lascia molti dubbi sulla destinazione dello stupefacente.
Domiciliari per lui, libertà per lei
Dopo l’arresto entrambi sono stati condotti in caserma per le formalità di rito. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, il 26enne è stato poi riaccompagnato nella propria abitazione, dove si trova ora in regime di arresti domiciliari. La madre, invece, è stata rimessa in libertà: dovrà rispondere delle accuse da indagata, ma senza misure cautelari.
Droga, denaro e materiale rinvenuto sono stati tutti sottoposti a sequestro.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari: gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.

