Al Santa Maria degli Angeli l’intervento più delicato dell’anno: per liberare un paziente da un anello fallico in acciaio inox incastrato da giorni è servita una micro-fresa di precisione. Missione compiuta, senza complicazioni
Pordenone – Ci sono chiamate al 115 che i vigili del fuoco non dimenticano facilmente.
Quella arrivata dal Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone appartiene senz’altro alla categoria: nessuna fiamma da domare, nessun tetto pericolante, nessun gatto sull’albero. Il nemico da battere era un anello fallico in acciaio inox, incastrato da giorni sui genitali di un paziente e assolutamente irremovibile a dispetto di tutti i tentativi del personale sanitario.
Quando la medicina alza bandiera bianca e chiama i pompieri
Secondo quanto riportato da Il Gazzettino, davanti all’evidenza che l’acciaio inox non intende negoziare, i medici hanno fatto l’unica cosa sensata: chiedere rinforzi. Sul posto è arrivata la squadra dei vigili del fuoco di San Vito al Tagliamento, che si è presentata in ospedale con un attrezzo raramente contemplato nei protocolli chirurgici: una micro-fresa di precisione.
Lo strumento, pensato per lavorare in spazi molto ristretti, è stato fornito da un’azienda della zona specializzata in meccanismi di precisione. In questa circostanza si è rivelato decisivo.
Millimetro dopo millimetro
L’operazione si è svolta nella sala pre-operatoria, in stretto coordinamento tra pompieri, medici e infermieri. L’obiettivo, va da sé, era duplice: rimuovere l’anello e restituire il paziente alla vita di tutti i giorni con tutto al proprio posto.
Ogni movimento è stato eseguito con estrema cautela, mentre il personale sanitario teneva costantemente sotto controllo le condizioni del paziente. Alla fine il taglio è riuscito: l’anello è stato rimosso senza provocare lesioni e senza complicazioni.
Per l’uomo un sollievo difficile da descrivere a parole. Per i vigili del fuoco, un intervento che entrerà di diritto nell’aneddotica di caserma.
Una nota seria, però. Gli episodi di questo tipo sono più frequenti di quanto si immagini e finiscono spesso al pronto soccorso in ritardo, per imbarazzo. È proprio l’attesa il vero problema: la costrizione prolungata può causare gonfiore, ostacolare la circolazione e, nei casi peggiori, provocare danni ai tessuti. Il consiglio dei medici è sempre lo stesso — presentarsi subito in ospedale. Il personale sanitario ne ha viste molte e non giudica nessuno: qualche minuto di imbarazzo vale sempre meno di giorni di dolore.
(Fonte: Il Gazzettino)

