All’arrivo del 118 per la donna non c’era ormai più nulla da fare e il personale medico si è dovuto limitare a constatarne il decesso
ROMA – Un colpo d’arma da fuoco a spezzare la tranquillità della tarda mattinata, poi la macabra e disperata scoperta. Una donna di 69 anni è stata rinvenuta priva di vita, riversa in un lago di sangue, all’interno del proprio appartamento situato in via Fratelli Mazzocchi, nella zona di Grotte Celoni, nel quadrante est della Capitale. A lanciare l’allarme chiamando il Numero Unico per le Emergenze 112, intorno alle 11:45 di oggi, sabato 19 settembre, è stato il marito della vittima.
All’arrivo nell’abitazione, i sanitari del 118 non hanno potuto compiere alcun intervento salvavita: per la donna non c’era ormai più nulla da fare e il personale medico si è dovuto limitare a constatarne il decesso. Sul luogo della tragedia sono immediatamente precipitate le volanti della Polizia di Stato, con gli agenti del commissariato Casilino e gli investigatori della Squadra Mobile. L’uomo, apparso in profondo stato di choc ai primi soccorritori, ha raccontato alle forze dell’ordine di aver trovato la consorte già morta al suo ingresso nella stanza.
Le dichiarazioni fornite dal marito sono ora al vaglio attento degli inquirenti, che mantengono il massimo riserbo sulle indagini. L’arma da fuoco rinvenuta sulla scena è stata formalmente posta sotto sequestro, mentre l’intero appartamento è stato isolato per consentire i meticolosi rilievi degli esperti della Polizia Scientifica, giunti in via Fratelli Mazzocchi insieme al magistrato di turno.
La dinamica dei fatti è ancora tutta da ricostruire. Al momento, chi indaga lavora “a 360 gradi” senza tralasciare alcuna pista investigativa: sebbene le prime attenzioni si concentrino sui rilievi balistici e ambientali, non si esclude affatto la possibilità che possa essersi trattato di un drammatico “gesto estremo”.

