MONTEFIASCONE – “Una barbarie legalizzata che non ha nulla a che vedere con la natura, ma solo con il divertimento macabro di pochi. A Montefiascone è andato in scena l’ennesimo spettacolo grottesco della stagione venatoria: 150 fagiani adulti, animali zombie, allevati in gabbia e incapaci di difendersi, sono stati letteralmente ‘lanciati’ nel territorio”. Lo fanno sapere dall’Enpa sezione di Viterbo e provincia.
“Non si tratta di ripopolamento faunistico – prosegue la nota -, ma di un vero e proprio ‘tiro al bersaglio’ premeditato, ribattezzato con il termine agghiacciante di ‘pronto caccia’. Animali già morti in partenza, destinati a diventare facile preda dei fucili senza avere la minima possibilità di scampo.
La dinamica descritta dall’associazione ‘Cacciatori italiani’ lascia sconcertati. I soci vanno a fare le prove con i cani, si accorgono che la natura non offre abbastanza bersagli da abbattere e cosa fanno? Comprano e liberano 150 uccelli domestici per riempire il vuoto. Animali che non conoscono il territorio, non sanno cercare il cibo e non hanno l’istinto di sfuggire ai predatori o ai cacciatori. Questa non è caccia, è un mattatoio a cielo aperto.
A rendere la vicenda ancora più squallida e surreale è il clima di festa che ha fatto da cornice a questo scempio. Dopo aver condannato a morte 150 creature viventi per il puro gusto del divertimento domenicale e non solo, i presenti si sono ritrovati a festeggiare mangiando panini con la porchetta. Una scena disarmante che mostra la totale mancanza di empatia e rispetto per la vita animale. È una vergogna assoluta che nel 2026 si permettano ancora pratiche simili, mascherandole da ‘tradizione’ o gestione del territorio. Liberare animali nati in cattività solo per il gusto di impallinarli pochi giorni dopo è l’emblema di una mentalità retrograda e crudele che i cittadini e le istituzioni non dovrebbero più tollerare.
Ci rivolgiamo direttamente al Sindaco di Montefiascone, alla Provincia di Viterbo, alla Regione Lazio e ai vertici della ASL veterinaria: com’è possibile che nel nostro territorio sia tollerata una simile e palese violazione del benessere animale? In Italia, l’allevamento di fagiani e la loro immissione sul territorio senza le dovute autorizzazioni sanitarie e amministrative costituiscono una violazione diretta della normativa vigente.
La legislazione italiana (Legge 157/1992) e i regolamenti veterinari regionali vietano categoricamente sia la detenzione e l’allevamento non autorizzati di fauna selvatica, sia l’introduzione incontrollata di animali nell’ambiente. Oltre all’aspetto burocratico, liberare animali incapaci di sopravvivere configura gravi illeciti legati al benessere animale.
Chiediamo formalmente alle istituzioni e agli organi di controllo di: vietare immediatamente la pratica del ‘pronto caccia’ sul territorio comunale, ponendo fine ai lanci di animali da allevamento a ridosso dell’apertura delle doppiette. Avviare controlli rigorosi sulle autorizzazioni sanitarie e di pubblica sicurezza relative a questi rilasci di massa, che alterano l’ecosistema locale e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini che frequentano i boschi. Prendere una posizione netta e dissociarsi pubblicamente da eventi che uniscono lo sterminio programmato di fauna alla propaganda festaiola. Le autorità hanno il dovere morale e legale di tutelare il patrimonio naturale e la sensibilità della stragrande maggioranza dei cittadini che rifiuta questa violenza gratuita. Non si può continuare a girare la testa dall’altra parte per non scontentare la lobby dei cacciatori. Chi ha il potere di fermare questa vergogna lo faccia, ora”.

