Il consigliere regionale lascia il Gruppo Misto e rientra nel partito con cui era stato eletto. Durissima la replica del segretario regionale di Noi Moderati
ROMA – Cambio di casacca alla Pisana. Nazzareno Neri, consigliere regionale del Lazio e finora capogruppo del Gruppo Misto in quota Noi Moderati, ha comunicato l’addio al partito e il contestuale rientro nel gruppo regionale dell’Unione di Centro (UDC), la formazione nelle cui liste era stato eletto.
L’affondo di Di Stefano
La scelta ha provocato la reazione, politicamente furiosa, di Marco Di Stefano, segretario regionale di Noi Moderati, che ha affidato la sua replica a un post su Facebook senza risparmiare toni durissimi.
«Parla di coerenza… avrebbe dovuto baciare la sua comunità laddove cammina per averlo messo dove ha implorato di andare», ha scritto Di Stefano. «D’altronde chi viene cacciato per tradimento in una comunità… anche nella vita e in politica non può che ripetersi. Buon viaggio traditore di 30 anni di amicizia!!! Vergognati».
La solidarietà degli amici di partito
Sotto il post non è mancata la solidarietà di chi ha condiviso con Di Stefano il percorso politico. L’ex consigliere regionale Michele Baldi ha spostato l’attenzione sul peso delle preferenze: «In politica alla fine contano i voti e i consensi che uno prende, il resto sono chiacchiere». E ha aggiunto che, con le prossime scadenze elettorali, «si conteranno i voti e tutto il resto sarà solo noia», chiudendo con un «Daje Marco».
Sulla stessa linea Massimiliano Fasoli, commissario dell’Ater di Civitavecchia, secondo cui un comportamento del genere «non merita commenti», perché in questo momento «si rischierebbe di passare direttamente agli insulti».
Il nodo del 2023
Dietro lo scontro c’è una dinamica nota negli ambienti politici: sarebbe stato proprio Di Stefano, con il suo bacino di consensi, a sostenere la candidatura di Neri e a contribuire alla sua elezione in Consiglio regionale nel marzo 2023. Per questo il passaggio, o meglio il ritorno, all’UDC viene letto come un tradimento non solo personale, ma verso l’intera comunità politica che fa riferimento al segretario di Noi Moderati.
È il concetto ripreso in un altro commento, firmato da Maria Grazia Calascibetta, che contesta le formule usate nella nota di Neri: parlare di «coerenza» e di «scelta maturata con convinzione», scrive, «significa sottovalutare l’intelligenza degli elettori e della comunità che ha sostenuto e garantito quel seggio». Per Calascibetta chi viene eletto grazie al lavoro di un gruppo e poi volta le spalle per inseguire nuovi equilibri di potere tradisce il mandato ricevuto. E conclude: «Buon viaggio, ma la memoria degli elettori dura molto più di una legislatura».


