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Gli investigatori stanno lavorando a ritmo serrato e hanno già iniziato ad ascoltare alcuni testimoni, buttati giù dal letto da un fragore che ha fatto tremare i vetri dei palazzi
ROMA – Un boato spaventoso ha squarciato il silenzio del Tuscolano alle prime luci dell’alba, precipitando un intero quartiere nel panico. Roma si risveglia ancora una volta sotto la scure della violenza criminale, in quella che ha ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza sicurezza. L’epicentro di questo nuovo, inquietante attentato è via Calpurnio Fiamma, dove la furia di un ordigno esplosivo ha seminato il caos: la deflagrazione ha devastato i locali di un’enoteca, sventrato un cassonetto dell’Ama e ridotto a un ammasso di lamiere due automobili parcheggiate a pochi passi.
Non si tratta purtroppo di un episodio isolato, ma dell’ennesimo capitolo di una pericolosa escalation che sta tenendo la Capitale sotto scacco. La mappa del racket e degli avvertimenti si sposta minacciosamente: solo lo scorso fine settimana, infatti, la tensione era esplosa a Roma Est, nel quartiere Borghesiana, dove a finire nel mirino degli attentatori era stato un autonoleggio. Ora, la scia di fuoco e tritolo si abbatte sul quadrante sud-est della città, riaccendendo un allarme sociale che non lascia dormire sonni tranquilli ai residenti.
Il blitz esplosivo, consumatosi all’alba di oggi, lunedì 5 ottobre, ha fatto immediatamente scattare il piano di emergenza. La zona è stata letteralmente blindata dagli agenti di polizia del VII Distretto Tuscolano, che hanno transennato e chiuso la strada per consentire alla Scientifica di eseguire i delicatissimi rilievi del caso.
Gli investigatori stanno lavorando a ritmo serrato e hanno già iniziato ad ascoltare alcuni testimoni, buttati giù dal letto da un fragore che ha fatto tremare i vetri dei palazzi. Al momento, la matrice del gesto resta avvolta nel mistero: le indagini dovranno chiarire se il vero bersaglio dell’avvertimento dinamitardo fosse proprio l’enoteca o se i criminali volessero recapitare il loro esplosivo messaggio a qualcun altro. Una sola certezza rimane: l’ombra del racket e della criminalità continua ad allungarsi pericolosamente sulle strade romane.

