Nel mondo del lavoro, Giulio era un nome di spicco della ristorazione locale, da tempo colonna portante e garanzia di qualità nei servizi di catering per la prestigiosa Enoteca La Torre
VITERBO – Un risveglio amaro e carico di dolore per la città di Viterbo. Le storiche e silenziose vie di Pianoscarano sono state teatro, nella mattinata di lunedì 5 ottobre, di una scoperta tragica: Giulio Gemino, stimato chef di 53 anni, è stato rinvenuto privo di vita all’interno della sua abitazione. Inutile la disperata corsa dei soccorritori giunti sul posto: al loro arrivo, il cuore del professionista aveva già smesso di battere e non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso.
La scomparsa improvvisa di Gemino apre una ferita profonda nella comunità viterbese, privandola di una figura poliedrica, amata e rispettata. Nel mondo del lavoro, Giulio era un nome di spicco della ristorazione locale, da tempo colonna portante e garanzia di qualità nei servizi di catering per la prestigiosa Enoteca La Torre. Un lavoratore instancabile che, grazie alla sua professionalità e al suo tratto umano, aveva saputo farsi voler bene ben oltre i confini delle cucine in cui operava.
Ma per chi lo conosceva a fondo, Gemino non era solo un maestro dei fornelli. Era una vera e propria istituzione dell’Rcu Favl, il club ufficiale di Risiko di Viterbo, dove rappresentava un punto di riferimento assoluto per generazioni di giocatori. Una seconda famiglia che oggi lo saluta con il cuore spezzato: «Eri il nostro Buldozzer – si legge nel commosso messaggio diffuso dal club –. Senza di te per noi il Risiko non sarà più lo stesso. Grazie di tutto caro Giuppo».
A restituire la misura dell’uomo dietro lo chef e il giocatore è l’amico Davide, che affida ai social un ricordo struggente, salutando per l’ultima volta quello che definisce «il nostro gigante buono». Nelle sue parole rivivono quindici anni di sfide, tattiche e profonda amicizia: «Il mondo del Risiko ti saluta e ti omaggia. Sei stato il mio mentore quando, oramai 15 anni fa, entrai in punta di piedi nel club di Risiko Favl. Ce ne siamo suonate di santa ragione e non ci siamo mai risparmiati».
Un legame fatto di consuetudini irrinunciabili, spazzate via in un istante da un destino crudele: «Mi mancherà molto la tua chiusura di inizio partita di Oceania – conclude Davide nel suo straziante addio –. Te ne sei andato via troppo presto e lascerai un grande vuoto in tante persone che ti hanno voluto sempre tanto bene. Ciao ragazzone».

