L’investimento ha letteralmente mandato in tilt la rete dei trasporti in una delle fasce orarie di massimo afflusso
ROMA – Dramma sui binari nella serata di ieri, martedì 6 ottobre. Un uomo ha perso la vita dopo essere stato travolto da un convoglio in transito nei pressi della stazione di Roma Trastevere, snodo nevralgico per i collegamenti ferroviari con il nord del Lazio. L’incidente, avvenuto poco prima delle 19:00, ha innescato un effetto domino sul traffico ferroviario, isolando di fatto la Capitale e bloccando migliaia di lavoratori diretti verso la provincia di Viterbo e l’aeroporto di Fiumicino.
La macchina dell’emergenza si è attivata in pochi minuti. Sulla banchina sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, le squadre dei Vigili del Fuoco, gli agenti della Polizia di Stato e i tecnici di Ferrovie dello Stato. Purtroppo, la violenza dell’impatto non ha lasciato alcuno scampo alla vittima, deceduta sul colpo. Le autorità competenti hanno immediatamente avviato i rilievi scientifici per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia: al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e non escludono alcuna ipotesi, compresa quella del gesto volontario estremo.
L’investimento ha letteralmente mandato in tilt la rete dei trasporti in una delle fasce orarie di massimo afflusso. Rete Ferroviaria Italiana ha dovuto disporre la sospensione totale della circolazione sulle linee FL3 (Roma-Viterbo) e FL1 (Roma-Fiumicino), arterie vitali per i pendolari. Le ripercussioni non hanno risparmiato il resto del nodo romano, con variazioni, cancellazioni e ritardi stimati fino a 30 minuti anche per i treni in viaggio sulla direttrice Roma-Pisa.
Una serata da incubo, l’ennesima, per i viaggiatori della Tuscia, rimasti ostaggio nelle stazioni romane senza prospettive di rientro certe. Emblematico lo sfogo di una lavoratrice bloccata a Termini: «Dagli altoparlanti hanno appena annunciato la chiusura di tutta la tratta FL3 per Viterbo. C’è già chi si sta organizzando per rientrare in autonomia con il taxi o chi addirittura pensa di muoversi con la linea del mare, senza sapere dei ritardi anche lì. Non so come farò a rientrare a casa stasera». Un blocco totale che riaccende inevitabilmente i riflettori sulla fragilità infrastrutturale dei collegamenti verso il Viterbese, dove un singolo, seppur drammatico, evento è sufficiente a paralizzare il rientro di un’intera provincia.

