Il focus principale sarà sul capoluogo: circa 110 appartamenti da ristrutturare si trovano infatti nella città di Viterbo
VITERBO – Un massiccio piano di investimenti per rimettere a nuovo il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sottrarlo al degrado e alle occupazioni abusive, e restituirlo in tempi brevi alle graduatorie cittadine. È questo il cuore della strategia illustrata questa mattina allo Chalet Garbini di Viterbo, durante la conferenza stampa “Abbiamo un piano per la casa” organizzata da Fratelli d’Italia, andata in scena lunedì 12 ottobre a partire dalle ore 11:00. All’incontro, che ha fatto il punto sulle ricadute territoriali delle politiche abitative del Governo, hanno preso parte il presidente della commissione Ambiente alla Camera Mauro Rotelli, la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il capogruppo di FdI in Regione Lazio Daniele Sabatini e il presidente della commissione Agricoltura alla Pisana Giulio Zelli.
A tracciare il quadro degli interventi previsti a livello locale, inseriti in uno stanziamento nazionale iniziale di 700 milioni di euro (su 1,4 miliardi complessivi), è stato Mauro Rotelli. Nella Tuscia sono stati individuati circa 250 alloggi Ater attualmente inagibili, abbandonati o in alcuni casi occupati abusivamente. Di questi, ben 191 saranno interessati direttamente dal primo bando Invimit, in uscita tra la fine di ottobre e i primi di novembre.
Il focus principale sarà sul capoluogo: circa 110 appartamenti da ristrutturare si trovano infatti nella città di Viterbo, ponendosi anche come potenziale strumento di contrasto allo spopolamento del centro storico. Nel resto della provincia, gli interventi toccheranno, tra gli altri, centri come Tuscania (7 alloggi) e Orte (2 o 3 immobili). La strategia del Governo prevede un costo medio di ristrutturazione stimato in circa 20.000 euro per unità abitativa e l’introduzione di un decisivo meccanismo di “pre-assegnazione” prima del termine dei lavori: una mossa mirata a mettere immediatamente gli immobili al riparo dal rischio di nuove occupazioni abusive, con l’obiettivo di concretizzare le chiavi in mano entro l’estate del 2027.
Sul fronte regionale, l’azione viaggia parallelamente con le risorse messe in campo dalla giunta Rocca. Daniele Sabatini ha annunciato uno stanziamento di 1,35 milioni di euro (su 7 milioni regionali totali) specificamente destinati alla provincia di Viterbo per la manutenzione di ulteriori 60 alloggi ERP (40 nel capoluogo e 20 in provincia). A questo si aggiungono 10 milioni di euro all’anno per il sostegno all’affitto delle fasce deboli, lo storico scorrimento totale della graduatoria per gli alloggi universitari (201 milioni di euro per garantire il diritto allo studio a oltre 38.700 ragazzi) e il recente pacchetto da 75 milioni di euro contro il caro vita, di cui 20 milioni destinati al pagamento delle utenze per over 75 e disabili.
Sull’aspetto più strettamente sociale dell’abitare si è concentrato Giulio Zelli. Il consigliere regionale ha evidenziato l’importanza dei fondi PNRR (143 milioni specifici per il comparto) per finanziare progetti di housing first dedicati ai senza fissa dimora e modelli di co-housing, soluzioni residenziali che permettono la condivisione delle spese e l’assistenza reciproca tra soggetti fragili e non solo.
Antonella Sberna ha inquadrato la tematica nel complesso panorama comunitario, rivendicando la tempestività del modello italiano. La vicepresidente del Parlamento Europeo ha espresso forti critiche verso il neonato “Affordable Housing Act” proposto a Bruxelles, giudicato un regolamento ideologico calato dall’alto che rischia di intaccare la proprietà privata e gli affitti brevi, imponendo parametri unici inapplicabili alle diverse realtà territoriali (dalle grandi capitali ai piccoli borghi della Tuscia). La risposta pragmatica italiana, ha sottolineato Sberna, è passata invece attraverso la virtuosa rimodulazione di 7 miliardi di euro dei fondi di coesione operata dal ministro Fitto per finanziare interventi strutturali concreti.

