Mercoledì 14 ottobre, il prestigioso Museo del Louvre di Parigi aprirà le sue porte all’antica metropoli etrusca per una conferenza internazionale di altissimo profilo, intitolata “Vulci, grande cité de l’Étrurie”
PARIGI – Un palcoscenico d’eccezione per il patrimonio storico e archeologico della Tuscia. Mercoledì 14 ottobre, il prestigioso Museo del Louvre di Parigi aprirà le sue porte all’antica metropoli etrusca per una conferenza internazionale di altissimo profilo, intitolata “Vulci, grande cité de l’Étrurie: Fouilles, dispersions et redécouvertes” (Vulci, grande città dell’Etruria: scavi, dispersioni e riscoperte).
L’incontro, inserito nel rinomato ciclo divulgativo “Les Midis de l’Archéologie”, si terrà alle ore 12:30 all’interno dell’Auditorium Michel Laclotte. A guidare il pubblico internazionale alla scoperta dei segreti e delle vicende della città etrusca sarà l’archeologo Alessandro Conti, studioso dell’Università La Sapienza di Roma. L’evento, a ingresso libero, si svolgerà in lingua italiana e sarà accompagnato da una traduzione simultanea in francese per i presenti.
Al centro del dibattito parigino ci sarà una delle sfide più complesse e affascinanti dell’archeologia moderna: la ricostruzione dei contesti storici frammentati e violati. Nonostante oltre due secoli di ricerche topografiche e storiche, infatti, una parte immensa del patrimonio dell’Italia preromana resta in ombra. Vulci rappresenta l’esempio più emblematico di questo fenomeno. A partire dall’Ottocento e per l’intero Novecento, scavi intensivi spesso mal documentati e la piaga delle escavazioni clandestine hanno provocato una vera e propria diaspora, disperdendo migliaia di inestimabili reperti etruschi in collezioni private e musei di tutto il mondo.
Oggi, il paziente e meticoloso lavoro di revisione critica degli archivi e lo studio di questi “vecchi scavi”, unito alle nuove e continue indagini sul campo condotte dalla Soprintendenza in stretta sinergia con la Fondazione Vulci e diverse università italiane e straniere, sta permettendo di ricucire finalmente questo strappo. Un’operazione certosina di “riscoperta” che punta a ricomporre il puzzle archeologico e a proporre una lettura completamente rinnovata dell’evoluzione storica di una delle più potenti città dell’Etruria, restituendole il posto che merita nella storia del Mediterraneo antico. E, per un giorno, celebrandone la grandezza nel museo più visitato del mondo.


