Durante il nubifragio l’acqua ha fatto breccia filtrando dai punti luce e dalle lampade del soffitto, costringendo gli operatori presenti in corsia ad arginare il flusso utilizzando la biancheria ospedaliera
ANZIO – L’emergenza è ufficialmente rientrata, ma l’allagamento che nella notte di ieri ha colpito l’ospedale “Riuniti” di Anzio e Nettuno ha lasciato dietro di sé un acceso strascico di polemiche istituzionali. Una violenta ondata di maltempo ha causato infiltrazioni dal tetto direttamente nel reparto di Terapia Intensiva, spingendo la ASL Roma 6 a diramare una nota ufficiale per rassicurare la cittadinanza e arginare l’allarmismo.
Secondo la precisa ricostruzione fornita dall’azienda sanitaria, la pioggia ha interessato in via esclusiva un locale di servizio, un ambiente fisicamente separato dalle postazioni assistenziali. I vertici della ASL hanno garantito che i pazienti ricoverati non sono mai stati esposti al minimo pericolo e che la delicata attività dell’intero reparto è proseguita regolarmente e in totale sicurezza. Il tempestivo intervento dell’Ufficio Tecnico, operante in stretto coordinamento con la Direzione del presidio, ha permesso di tamponare la falla e riportare la situazione alla normalità già nel corso della mattinata di ieri.
I momenti di forte apprensione per il personale di turno, tuttavia, non sono mancati. Durante il nubifragio l’acqua ha fatto breccia filtrando dai punti luce e dalle lampade del soffitto, costringendo gli operatori presenti in corsia ad arginare il flusso utilizzando la biancheria ospedaliera per scongiurare l’immediato rischio di cortocircuiti.
Rispetto alle accuse di infiltrazioni in una struttura “appena inaugurata”, la ASL ha tenuto a chiarire la natura dei cantieri conclusi lo scorso giugno: gli interventi riguardavano unicamente la riorganizzazione e l’adeguamento degli spazi interni della Terapia Intensiva, non il rifacimento della copertura superiore dell’edificio. Il problema originerebbe dal progressivo deterioramento della guaina impermeabilizzante del tetto, una criticità già nota all’amministrazione per la quale l’azienda ha assicurato che i lavori di ripristino sono pronti a partire.
Le rassicurazioni tecniche non sono però bastate a placare l’ira delle istituzioni del litorale. L’episodio ha innescato la dura reazione dei sindaci di Anzio, Aurelio Lo Fazio, e di Nettuno, Nicola Burrini. I due primi cittadini si sono schierati in prima linea esprimendo forte preoccupazione per l’accaduto: hanno definito inaccettabile che un reparto nevralgico debba fare i conti con simili vulnerabilità strutturali, pretendendo l’immediata messa in sicurezza sia dei degenti che del personale sanitario.

