CIVITAVECCHIA – Investimenti nei porti, nuove tecnologie e formazione professionale sono i pilastri della transizione dal green al blue, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, competitività e occupazione qualificata.
È il messaggio emerso dal dibattito “Dal Green al Blue”, al quale ha partecipato Fabrizio Urbani, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, insieme agli assessori regionali Pasquale Ciacciarelli e Fabrizio Ghera e all’assessore del Comune di Fiumicino Biselli.
Nel corso dell’incontro, Urbani ha ribadito l’impegno dell’Autorità portuale per lo sviluppo dell’economia del mare, richiamando gli interventi in corso nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
Tra le priorità figurano l’elettrificazione delle banchine e il potenziamento del trasporto ferroviario, infrastrutture considerate strategiche per ridurre l’impatto ambientale della movimentazione delle merci e rafforzare la competitività del sistema portuale.
Tra i progetti innovativi è stata evidenziata la Hydrogen Valley di Civitavecchia, con il coinvolgimento di Cfft nello sviluppo di soluzioni basate sull’idrogeno per favorire la decarbonizzazione dei trasporti e della logistica portuale.
Il confronto ha affrontato anche le prospettive della nautica sostenibile, dalla ricerca sui nuovi materiali alle propulsioni elettriche, fino al riciclo della vetroresina.
L’obiettivo è valorizzare le competenze imprenditoriali e tecnologiche presenti nel Lazio, promuovendo una maggiore collaborazione tra imprese, mondo della ricerca e istituzioni.
Un altro tema centrale è stato il rilancio della piccola nautica da diporto, insieme alla formazione professionale, considerata essenziale per accompagnare i cambiamenti del settore.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Raffaele Latrofa, ha indicato proprio nella formazione una priorità per sostenere la transizione ecologica e creare nuove opportunità per i giovani.
L’evoluzione dell’economia del mare richiede infatti competenze aggiornate e figure professionali capaci di rispondere alle nuove esigenze della logistica, della portualità e della nautica.
Dal dibattito è emersa quindi la necessità di coinvolgere l’intera filiera marittima, dalla movimentazione delle merci alla cantieristica e alla formazione dei lavoratori, affinché la sostenibilità possa diventare anche un motore di crescita economica e occupazionale.

