SANTA MARINELLA – I militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, nell’ambito delle attività di controllo del territorio finalizzate alla tutela dell’ambiente e del patrimonio paesaggistico, hanno sottoposto a sequestro, nel Comune di Santa Marinella, un’area di circa 2.500 metri quadrati sulla quale sarebbero stati illecitamente smaltiti ed interrati circa 700 metri cubi di rifiuti speciali.
“L’intervento – fanno sapere dalla Guardia di Finanza – si pone come esito di una mirata attività investigativa, attraverso diversi servizi di osservazione, appostamento e controllo del territorio, svolti anche con il supporto della componente Aerea della Guardia di Finanza. Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire le modalità con cui il terreno sarebbe stato, progressivamente, interessato da ripetute operazioni di sversamento dei rifiuti, successivamente interrati e ricoperti mediante il livellamento del suolo avvenuto con utilizzo di mezzi meccanici”.
Gli accertamenti hanno, inoltre, interessato un’altra porzione della medesima area, dove sono state rilevate opere edilizie realizzate in assenza dei prescritti titoli autorizzativi, all’interno di una zona sottoposta a vincoli di natura paesaggistica, storica, archeologica e idrogeologica.
“All’esito delle attività – proseguono dalla Guardia di Finanza -, anche grazie alla collaborazione di ausiliari di Polizia Giudiziaria all’uopo nominati, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro dell’intero compendio, comprensivo dell’area interessata dallo smaltimento dei rifiuti, di cinque fabbricati adibiti ad uso ufficio e deposito, un container e due mezzi meccanici utilizzati per la movimentazione del terreno. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stato stimato in circa 410mila euro”.
Il proprietario dell’area è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per ipotesi di reato riconducibili alla gestione ed allo smaltimento illecito di rifiuti, nonché per violazioni della normativa urbanistico-edilizia, delle disposizioni poste a tutela dei beni culturali e del paesaggio.
“L’operazione – concludono dalla Guardia di Finanza – si inserisce nel più ampio dispositivo di polizia Economico-Finanziaria e di controllo costiero sviluppato dal comparto Aeronavale della Guardia di Finanza anche a tutela dell’ambiente, settore nel quale l’azione del Corpo è orientata ad individuare fenomeni illeciti suscettibili di compromettere il patrimonio naturale e paesaggistico e, al contempo, di celare ulteriori forme di illegalità economica.
In tale prospettiva, la sinergia tra le componenti specialistiche della Guardia di Finanza rappresenta un moltiplicatore dell’efficacia operativa, consentendo di individuare e documentare condotte che, per caratteristiche ed ubicazione dei luoghi, possono risultare difficilmente rilevabili mediante i soli controlli da terra.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, la responsabilità della persona sottoposta ad indagine potrà essere definitivamente accertata soltanto ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza”.

