Secondo quanto denunciato dallo stesso Alemanno, la loro vettura è stata riconosciuta da un blocco in transito composto da circa 300-400 manifestanti
ROMA – Attimi di forte tensione nella mattinata romana per l’ex sindaco della Capitale, Gianni Alemanno e per Massimo Arlechino, esponente di Futuro Nazionale. Poco dopo le 11, rimasti imbottigliati nel traffico a causa delle proteste studentesche e di sinistra che hanno interessato il centro città, i due sono finiti nel mirino di una violenta aggressione all’angolo tra via Rattazzi e via Carlo Alberto, a poca distanza dal raduno di Piazza dei Cinquecento.
Secondo quanto denunciato dallo stesso Alemanno, la loro vettura è stata riconosciuta da un blocco in transito composto da circa 300-400 manifestanti. Dalla folla si è immediatamente staccato un gruppo di una decina di attivisti più adulti, descritti dall’ex sindaco come veri e propri “capi branco”. Armati di caschi da moto, i facinorosi hanno accerchiato il veicolo passando rapidamente dalle parole ai fatti. Agli insulti e ai cori minacciosi (indirizzati anche all’europarlamentare Roberto Vannacci) è seguita l’aggressione fisica al mezzo: l’auto, di proprietà di Arlechino, è stata bersagliata di sputi e ripetutamente colpita a calci e a colpi di casco, riportando vistose ammaccature sulla carrozzeria.
A evitare che la situazione degenerasse ulteriormente è stata la presenza sul posto di un agente di Polizia in borghese, che ha monitorato con freddezza le fasi più concitate per evitare escalation incontrollabili, coadiuvato dall’intervento di alcuni manifestanti più ragionevoli che hanno convinto gli aggressori a rientrare nei ranghi del corteo.
Scongiurato il peggio, Alemanno e Arlechino si sono recati presso il Commissariato di Trastevere per formalizzare la denuncia per aggressione, minacce e danneggiamento. «Rimango impressionato – ha commentato a caldo l’ex primo cittadino di Roma – da come ancora oggi all’interno di queste manifestazioni si sviluppi un diffuso odio antifascista che provoca aggressioni contro persone che, come noi, non costituivano alcuna forma di minaccia o provocazione. Sono bastati i nostri volti per scatenare un odio viscerale».
L’analisi politica di Alemanno punta poi il dito contro la regia di queste piazze: «Ho visto con chiarezza che al fianco dei giovanissimi ci sono elementi molto più pericolosi che svolgono funzioni di organizzazione e provocazione. Inutile dire che questo non può essere il modo per rivendicare veri problemi sociali. Da questo semplice episodio emerge una chiara strategia di violenza che continua ad avvelenare le piazze della sinistra».

