Civitavecchia Porto – Privilege Yard: Royalton, Frangi e Longo, se ci siete battete un colpo…

Hanno versato tutte le fidejussioni? Quando inizieranno i lavori? Intanto scopriamo che la Royalton Investment Limited di Malta è finita nella maxi inchiesta dei Panama papers

CIVITAVECCHIA – Dopo il tanto clamore sollevato dalla presidente Maria Di Majo (dopo gli ultimi pianti e la ricerca disperata di solidarietà, il Francesco lo togliamo) e il famoso Mister X che poi non era altro che una chiacchiera da bar, è sceso nuovamente un profondo silenzio sull’ex cantiere della Privilege Yard.

Era intervenuto per lettera, per nome e conto della Royalton, addirittura dagli States, William Gassen.

Già perché James Frangi nessuno l’ha mai visto e conosciuto e, l’unico ad averci messo la faccia è stato Alfredo Longo del quale parleremo più avanti.

Aveva ribadito, il Gassen, che l’onere sociale e finanziario che la debacle di Privilege Yard ha posto sugli ex lavoratori e sui cittadini di Civitavecchia, la società maltese avrebbe voluto trovare una soluzione quanto prima.

“Il progetto ex Privilege – spiegavano i nuovi proprietari di scafo e capannoni – è per noi un’impresa costosa, visto che dall’ottobre 2017 abbiamo oltre 20 milioni di euro chiusi in un cantiere su cui non possiamo agire”.

Ora quel problema non c’è più visto che la concessione è stata firmata ma, di loro, ancora nessuna traccia.

Però, sempre Gassen scriveva che: “Insistiamo sull’importanza di questo progetto, per noi e per la gente di Civitavecchia, riconoscendo l’onore e la dignità della forza lavoro ex-Privilege e comprendendo che uomini e donne leali vogliono solo lavorare e provvedere alle loro famiglie. Ed è grazie al loro talento, alla loro esperienza e alla loro abilità artigianale che siamo determinati a rimanere e completare la P430 alla Mattonara”.

Che fine ha fatto la curatrice fallimentare?

Cantiere Privilege

E’ stata chiusa l’asta?

Diciamo questo perché la curatrice La Rosa non la passerà certamente liscia. Ci dicono, da ambienti molto ben informati che la rogatoria richiesta in Svizzera tanti e tanti mesi fa è finalmente giunta. Da quello che dicono queste fonti, qualcuno le indagini le ha fatte male e non solo. Di questo però parleremo nei prossimi giorni non appena troveremo nella cassetta della posta la documentazione che stiamo chiedendo in questo momento (talpe d’Italia mobilitatevi, ndr).

Torniamo a Gassen, Frangi e Alfredo Longo.

Intanto James Frangi, possiamo dire che una persona che lavora ad altissimo livello e con contatti che fanno davvero paura.

Leggendo qua e la, oltre alle tante vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto tra truffe con auto di lusso, mega yatch e così via discorrendo, ci ha interessato molto un articolo uscito su un giornale online della Bahamas che raccontava di una cena tra ambasciatori, figli di principi, re, faccendieri e trafficanti d’armi.

Sarebbe interessante conoscere, strano che ancora non sia stata resa pubblica da “Marionetta” Di Majo, la due diligence sulla Rayalton Investment, oppure sulla Konig Srl o la SH Marine.

Niente. Top Secret.

Però sul più grande sito di investigazione giornalistica qualcosa appare e vi mostriamo solo alcune fotografie sulle quali vi invitiamo a riflettere nell’attesa che quel tale, come si chiama quel tizio di Unindustria che è garante di questa operazione ci dica qualcosa.

Ah già, Stefano Cenci. Quando abbiamo parlato al telefono con William Gassen era entusiasta di poter rilasciare l’intervista poi, una volta lette le domande inviategli via whatsapp ha cambiato idea e ci ha detto di rivolgersi al loro referente. Stefano Cenci appunto. Non l’abbiamo fatto e non lo faremo. Meglio investigare per conto proprio.

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