Il pestaggio è avvenuto fuori l’Istituto scolastico Paolo Savi poco prima delle lezioni
VITERBO – Ragazzo colpito al volto con catene e spranga di ferro, non sarebbe stato lui l’obiettivo del brutale pestaggio.
Il giorno dell’aggressione, avvenuta il 20 marzo fuori dell’Istituto Paolo Savi, il branco che si è scagliato contro lo studente avrebbe pronunciato un nome ben preciso: quello della persona che cercavano.
A confermarlo il legale del giovane, Giovanni Bartoletti, secondo cui il suo assistito non conosceva i tre aggressori.
La banda, si sarebbe scagliata contro il minorenne, con volto travisato da passamontagna e armata di bastone e catene, avvicinandosi minacciosamente un gruppo di giovani intenti ad entrare a scuola. Mentre tre di loro sono riusciti a fuggire, il quarto, un minorenne viterbese, è stato raggiunto e colpito alla testa. Gli aggressori si sono poi dati alla fuga nelle vie limitrofe, cercando di far perdere le proprie tracce, ma nel giro di poche ore i carabinieri sono riusciti a individuarli. Tre ragazzi di Vignanello, due diciannovenni e un ventunenne. Recuperate anche la catena e la mazza da baseball utilizzate per l’aggressione, erano nascosti tra la vegetazione nei pressi del cimitero del paese.
Secondo una prima ricostruzione l’aggressione sarebbe stata l’epilogo di una serata alla discoteca I Cigni, dove sarebbe nato un primo diverbio concluso poi con il pestaggio, anche se l’aggredito avrebbe raccontato di non essere andato in quella discoteca.
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