“Possiamo operare suo marito”, ma lui è morto da due anni di tumore

Una terribile vicenda da Taranto mette ancora una volta a nudo i molti problemi della sanità italiana

TARANTO – Antonio, ex operaio dell’Ilva di Taranto e padre di due figli, era affetto da un tumore al duodeno che lo ha portato alla morte due anni fa, all’età di soli 45 anni.

Solo pochi giorni fa, tuttavia, la moglie ha ricevuto una chiamata dall’ospedale che la informava sul fatto che il marito poteva finalmente sottoporti all’operazione che, forse due anni prima, lo avrebbe salvato. La donna, ha deciso di raccontare la raccapricciante storia sulle tantissime ombre della Sanità italiana a TarantoToday.

La Asl di Taranto, tuttavia ha chiarito che la convocazione dopo il decesso, non è stata emessa dall’Asl Taranto, bensì da un’altra azienda sanitaria che aveva preso in carico Antonio prima del trasferimento all’Ematologia del Moscati di Taranto, dichiarandosi quindi estranea totalmente ai fatti.

Antonio aveva scoperto solo nel 2023 di avere un linfoma, al seguito di molte visite a pagamento. Da lì era cominciata la tremenda odissea che aveva portato l’uomo ad affrontare pesanti chemioterapie e, purtroppo, a incontrare la morte non molto tempo dopo.

La telefonata, così distante dalla morte di Antonio, non ha fatto altro che riaccendere una ferita tremenda e che – ancora una volta – sottolinea tutti i difetti della sanità italiana, tra cui le infinite code anche per interventi urgenti e spesso troppo onerosi da affrontare privatamente.