TARQUINIA – La gestione della fiera targata “Tarquinia Libera”, mano nella mano con l’altrettanto enigmatico sodalizio Pro Tarquinia, ha lasciato parecchio a desiderare.
A qualche mese di distanza dalla chiusura dellâedizione 2025, continuano a moltiplicarsi le lamentele di cittadini e commercianti sulla struttura, diciamo cosĂŹ, “originale” della macchina organizzativa e politica dell’evento.
Negli ultimi giorni a far discutere è stato un documento di “rettifica beneficiario” per la somma di 7.000 euro che il Comune aveva stanziato allâAssociazione Sorbos (con sede in via Filippo Turati) per la realizzazione di spettacoli e attivitĂ di animazione.
E qui arriva il colpo di scena: a evento concluso, scopriamo che quegli eventi non sono stati organizzati dalla Sorbos, ma (praticamente senza autorizzazione) dalla societĂ Skelton Srl, con sede a Civitavecchia.
Come comunica il Comune nel documento: “Il 15 luglio Danilo Puliani, presidente dellâAssociazione Sorbos, ha trasmesso richiesta di rettifica del beneficiario in favore della societĂ Skelton Srl, in quanto è stata questâultima, a seguito di sopraggiunte difficoltĂ operative della predetta Associazione, a occuparsi effettivamente della realizzazione degli eventi”.
Tradotto in soldoni: facciamo come ci pare, tanto “Tarquinia è libera” e chi se ne importa delle regole. Regole che valgono per tutto il resto dâItalia, ovviamente.

