Dedicato al giovane Leonardo Cristiani, recentemente scomparso e all’Unitus distrutta dalle fiamme.
Due le madrine d’eccezione: le atlete viterbesi Viviana Cozzani e Martina Casagrande
VITERBO – La girata della Macchina di Santa Rosa in piazza del Comune assumerà quest’anno un significato particolarmente intenso. Sarà infatti dedicata a Leonardo Cristiani, il 15enne di Vitorchiano morto lo scorso 9 giugno in un incidente in moto su viale Trieste, all’ex sindaco e facchino Silvio Ascenzi e ad Alfio Pannega, nel centenario della sua nascita. A darne l’annuncio è stato il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini.
Durante il trasporto del 3 settembre non mancherà un pensiero per i facchini che non ci sono più: Franco Paiolo, Angelo Sordini, Franco Camilli, Marco Gemini, Claudio Monti, Giovanni Olivieri e Sergio Menichini. Saranno inoltre ricordati Alfiero Antonini, ideatore della Macchina Armonia celeste, Gianni Ferretti, Francesco Romagnoli, Francesca Serafini (madre di Marco Gemini, sempre vicina al Sodalizio) e l’operatore Marino Rossetto.
Il tema dell’edizione 2025 sarà la pace nel mondo.
«L’invito – ha spiegato Mecarini – ci è arrivato dal vescovo Orazio Francesco Piazza e lo abbiamo accolto con convinzione. Mai come oggi c’è bisogno che Santa Rosa e lo sforzo dei facchini portino un messaggio di speranza, illuminando le coscienze di chi tiene in mano le sorti del pianeta, dal Medio Oriente all’Ucraina».
Un omaggio sarà rivolto anche all’Università della Tuscia, colpita dal recente incendio alla facoltà di Agraria. All’Unitus sarà destinato il ricavato della tradizionale tombola del 4 settembre, in programma alle 17.30 in piazza della Repubblica.
Madrine del trasporto saranno le atlete viterbesi Viviana Cozzani e Martina Casagrande, «due sportive con la A maiuscola – ha sottolineato Mecarini – che hanno portato in alto i colori della nostra città».
La dedica a Leonardo Cristiani tocca in modo particolare il cuore della comunità. Minifacchino fin da bambino, Leonardo aveva partecipato ai trasporti della Minimacchina, vivendo con entusiasmo la tradizione più amata di Viterbo. La sua morte improvvisa ha lasciato un segno profondo sia nel capoluogo che a Vitorchiano, dove era conosciuto per il carattere solare e l’impegno nella banda musicale. Ai suoi funerali, celebrati alla basilica della Quercia, centinaia di persone si sono strette attorno alla famiglia in un abbraccio di affetto e dolore.