Gennaio 2026: l’Europa sotto un’ondata di freddo artico che va oltre le normali stagioni invernali

Dopo anni di inverni spesso miti o poco dinamici, l’Italia e gran parte dell’Europa stanno affrontando un evento meteorologico di rilievo: un’ondata di aria molto fredda di origine artica che sta interessando il continente già nei primi giorni di gennaio.

Si tratta di un gennaio 2026 particolarmente intenso dal punto di vista meteorologico, un mese che sarà ricordato per l’attività invernale e la variabilità estrema dell’atmosfera.

Le proiezioni meteo a lunga scadenza, come quelle disponibili fin oltre un mese, mostrano che tanto il Vortice Polare quanto gli indici climatici del Nord Atlantico restano in una fase molto dinamica, con la possibilità di condizioni instabili e flussi d’aria fredda che continueranno per buona parte di gennaio e potrebbero interessare anche parte di febbraio.

Un elemento chiave di questa configurazione è un Vortice Polare disturbato e talvolta frammentato in lobi, come mostrano i modelli globali. Quando il vortice si spezza o si indebolisce — fenomeno spesso legato a un Sudden Stratospheric Warming (riscaldamento stratosferico improvviso) — l’aria gelida delle regioni polari può spingersi verso latitudini più basse, influenzando il tempo in Europa e portando ondate di freddo e neve.

Confronto con precedenti eventi: 2017 e altri inverni

Un precedente significativo fu l’irruzione di aria siberiana nel gennaio 2017, quando un intenso freddo colpì soprattutto il Centro-Sud Italia e le regioni adriatiche, mentre il Nord risultò parzialmente protetto dalle Alpi. In quell’occasione si registrarono anche conseguenze indirette, come condizioni di siccità e incendi nelle aree alpine a causa dell’assenza di neve.

Se nel passato recente gli inverni europei sono stati dominati da rigidezze anticicloniche e scarsa dinamicità, quest’anno il meteo mostra un pattern atmosferico più variabile e attivo, capace di generare grandi fluttuazioni termiche e sistemi frontali più incisivi.

Differenze geografiche dell’ondata di freddo

Non tutta l’Italia sarà investita dallo stesso gelo. Regioni come Sicilia e Sud Italia sperimenteranno condizioni meno estreme rispetto al Centro-Nord, a causa della distanza dal nucleo più freddo delle masse d’aria e di altri fattori meteorologici locali.

Secondo diverse previsioni aggiornate:

  • Europa Centrale e Paesi dell’Est potrebbero vedere ondate di gelo e nevicate prolungate, con temperature anche ben sotto le medie stagionali.

  • Nord-Europa, UK e Irlanda stanno già sperimentando condizioni artiche con neve e ghiaccio, con avvisi meteo e temperature molto basse, soprattutto nella prima settimana di gennaio.

Il ruolo degli indici climatici e del cambiamento globale

Il Riscaldamento Globale resta un elemento che influenza profondamente la variabilità climatica. Un’atmosfera più calda può aumentare l’instabilità dei principali indici meteorologici, come il Vortice Polare e l’Oscillazione del Nord Atlantico, favorendo situazioni più estreme sia di freddo che di caldo.

Inoltre, fattori come La Niña — attualmente in corso seppur in una fase debole — possono contribuire ad alterare i modelli climatici su larga scala, influenzando la circolazione atmosferica e la frequenza di eventi freddi o umidido.

Cosa aspettarsi nel proseguo dell’inverno

Nonostante il trend al riscaldamento globale renda meno probabili ondate di freddo estremamente intense come in passato, i modelli suggeriscono che gennaio 2026 possa rimanere dinamico e soggetto a rapidi cambiamenti meteorologici. Non si possono escludere ulteriori fasi di gelo, nevicate in diverse regioni italiane e periodi di forte variabilità atmosferica nelle prossime settimane.

In sintesi, questo gennaio potrebbe rimanere un mese memorabile per l’inverno europeo e italiano, con un meteo invernale più definito rispetto agli ultimi anni, pur senza confronti diretti con eventi storici degli anni ’60, ’80 o ’90 — epoche in cui le condizioni climatiche globali erano molto diverse da oggi.