LATINA – Un uomo di 57 anni è indagato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Aurora Livoli, la 19enne laziale ritrovata morta in un cortile della periferia nord di Milano con i jeans abbassati e dei segni rossi sul collo.
Si tratterebbe di un cittadino peruviano, che i carabinieri avevano casualmente fermato il giorno dopo la morte della giovane per una tentata rapina che il sospettato avrebbe commesso poco prima di incontrare Aurora Livoli. Ad anticipare la notizia era stato lo zio della vittima, che prima dell’inizio dell’esame autoptico aveva comunicato il fermo dell’indagato.
Il messaggio dei genitori di Aurora “Con amore immenso alla gioia di mamma e papà, Aurora nostra”. È questo il messaggio che i genitori della 19enne hanno lasciato accanto a un mazzo di fiori bianchi al civico 74 di via privata Paruta 74, a Milano, nel cortile dove Aurora Livoli è stata trovata morta la mattina del 29 dicembre. I genitori questa mattina hanno riconosciuto il corpo all’Istituto di medicina legale, dove hanno anche consegnato alcuni oggetti personali della ragazza per l’estrazione del Dna, procedura necessaria perché Aurora era figlia adottiva della coppia.
Chi era Aurora Livoli? La ragazza frequentava la stessa scuola di Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita nel settembre scorso perché, secondo la denuncia dei genitori, non ne poteva più di subire atti di bullismo. Come confermato dalla preside dell’istituto, l’Itis Pacinotti, la ragazza si era diplomata lo scorso anno nella sede di Fondi, mentre Paolo frequentava quella distaccata di Santi Cosma e Damiano.

