Dedicato a Daniel, un bambino conosciuto all’Ospedale Gemelli di Roma, venuto a mancare durante la stesura dell’opera.
Tutti possono votare nel link interno per portare alla vittoria l’artista viterbese
BLERA (VT) – “Spiegare il Colore”, undicesima opera di Faziarte, nome artistico del viterbese Fabio Fasanari, commissionata a maggio dal comune di Blera è stata candidata dalla piattaforma internazionale di Street Art “Street art Cities” come Best mural of the world 2025.
Gli Street art award si tengono ogni anno e racchiudono i migliori lavori di street art realizzati in giro per il mondo.
Per portare alla vittoria il giovane artista Fabio Fasanari è necessario votare.
La votazione è pubblica e gratuita. Basterà cliccare il seguente link:
https://streetartcities.com/awards/2025
o andare sul sito streetartcities, cliccare “Spiegare il Colore” tra i candidati al Best Mural 2025 e una città di preferenza come “best City of street art”, mettere la propria mail e confermare la mail.
A Blera, di fronte alla futura scuola dell’infanzia, il grande murale parla di bambini, di sguardi e di umanità.
E’ un’opera di 18 metri per 9.
L’immagine è semplice e potente:
un mimo in bianco e nero, rigido, immobile, simbolo di un mondo adulto spesso spento e condizionato, viene toccato da un bambino che gli “macchia” il volto con il colore.
Quel gesto spontaneo trasforma tutto. un pennello innocente diventa un’arma capace di abbattere barriere, paure e pregiudizi che costruiamo crescendo.
“Spiegare il Colore” è dedicato a Daniel, un bambino conosciuto all’Ospedale Gemelli di Roma, che ha ispirato la figura del bambino nel murale e che è venuto a mancare durante l’esecuzione dell’opera. La sua presenza, oggi, vive in ogni pennellata. Il volto adulto è invece la nota ballerina Giulia Stabile.

Il murale è stato accolto con grande affetto dalla comunità locale, che lo considera ormai un punto di riferimento del paese.
La candidatura internazionale sta permettendo a questa storia – profondamente umana – di viaggiare ben oltre i confini di Blera.
Un risultato ancora più sorprendente se si considera che questo lavoro è nato in un anno in cui l’artista non aveva intenzione di realizzare murales, un periodo di pausa dai lavori pubblici.
E invece, proprio in quest’anno, è nata un’opera che oggi sta parlando al mondo.

“Quando ho avuto l’incarico,- racconta il writer – ero in momento mio personale di pausa lavorativa, ma per non so quale strano destino, ho avuto la sensazione che questo murale doveva esistere per forza. L’opera nasce da una richiesta del sindaco di Blera, che desiderava un murale capace di rappresentare la luce che i bambini portano nella vita degli adulti. Sapevo che avrei creato qualcosa di speciale.
Osservando la forma del muro, come un grande sipario, è nato il concept, accompagnato da un verso dei Måneskin che ha acceso l’immagine: “…spiegare cosa è il colore a chi vede in bianco e nero”. Quello che abbiamo creato con Giulia e Daniel nel backstage è stato molto forte. Ho avuto l’opportunità di vedere con i miei occhi il bene che fa il reparto dell’ospedale Gemelli a quelle famiglie in difficoltà. Il gioco è valso assolutamente la candela e spero di cuore di aver restituito un po’ di magia a qualsiasi spettatore che si imbattuto nella mia opera. Vederla oggi candidata come miglior murale del mondo mi rende soddisfatto dell’impegno che metto nel mio lavoro, ma soprattutto felice per la famiglia di Daniel, a cui ho cercato di alleviare un po’ di sofferenza tenendo sempre acceso il ricordo di un bambino stupendo”.

