Oltre 480 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. La Fns Cisl: “Senza rinforzi il sistema non regge”
CIVITAVECCHIA – Il sovraffollamento e la carenza di personale continuano a stringere nella morsa il sistema penitenziario del Lazio, con Civitavecchia e Viterbo che emergono come due degli istituti più in difficoltà dell’intera regione. I numeri aggiornati al 5 gennaio 2026, pubblicati dal Ministero della Giustizia, restituiscono un quadro allarmante: 1.325 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare e 607 unità mancanti di Polizia penitenziaria.
Nel Nuovo Complesso Circondariale di Civitavecchia i detenuti presenti sono 611, a fronte di una capienza regolamentare di 358 posti: +223 presenze, uno dei dati più alti del Lazio. Una pressione che si traduce in difficoltà quotidiane per il personale e in spazi sempre più ridotti per i reclusi.
A questo si aggiunge una situazione organizzativa fragile, aggravata dalle prospettive di apertura di nuovi padiglioni, che rischiano di aumentare ulteriormente il carico operativo senza un contestuale rafforzamento degli organici. “Non bastano le poche unità arrivate dall’ultimo corso – denuncia la Fns Cisl Lazio -. Serve personale aggiuntivo prima di ampliare le strutture, altrimenti il sistema implode”.
Ancora più critica la situazione della Casa circondariale di Viterbo, che registra 703 detenuti a fronte di 440 posti regolamentari: +263 presenze, il dato peggiore tra gli istituti laziali citati. Parallelamente, il carcere soffre una carenza di Polizia penitenziaria di circa il 22%, con 258 agenti presenti su 330 previsti.
Una sproporzione che, secondo il sindacato, “crea uno sbilanciamento insostenibile sui carichi di lavoro, aumentando stress, rischi e possibilità di eventi critici”.
Nel complesso, nei 14 istituti penitenziari del Lazio sono reclusi 6.637 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 5.312 posti. La carenza di personale è cresciuta in un solo mese da 565 a 607 unità, pari a circa il 18% dell’organico regionale.
Le conseguenze sono tangibili: piantonamenti affidati ai reparti già in sofferenza, difficoltà nel garantire percorsi trattamentali efficaci e un numero di detenuti per agente ritenuto non più sostenibile. “Le celle sovraffollate e la mancanza di personale impediscono il reinserimento e aumentano la recidiva”, sottolinea la Fns Cisl Lazio.
Per Massimo Costantino, segretario generale Fns Cisl Lazio, “è necessario un intervento immediato per completare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro e garantire standard dignitosi sia per il personale che per i detenuti, nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti umani”.
L’appello è chiaro: rafforzare le risorse umane prima di ampliare le strutture, soprattutto in realtà già al limite come Civitavecchia e Viterbo, per evitare che l’emergenza diventi strutturale e comprometta definitivamente sicurezza e operatività degli istituti.

