Viticoltori seriamente preoccupati per quella che sembra una battuta di arresto pronta a colpire, negativamente l’intera economia locale, legata alla produzione di vini pregiati come l’Est! Est!! Est!!!
MONTEFIASCONE – Continua a diminuire il prezzo delle uve dei vitigni di Montefiascone, un dramma che il territorio sta vivendo in prima persona e una responsabilità che ricade sulla Cantina Sociale. A determinare l’ultimo prezzo, infatti, è stato il consiglio di amministrazione dell’ente che, nel mese di dicembre, si è riunito per stabilire il nuovo tariffario, determinando importanti cali per tutte le tipologie di uve. In particolare, il calo più importante è stato quello di circa 10/12€ al quintale per l’Est! Est!! Est!!! che è crollato da oltre 40€/q a soli 35€/q. Come in molti hanno sottolineato, la cooperativa che guida la Cantina sociale di Montefiascone dovrebbe ricoprire un ruolo di traino, fondamentale per guidare e valorizzare tutti i vitigni del territorio legati alla produzione dell’Est! Est!! Est!!! che in tanti ricordano essere il secondo vino DOC d’Italia. Un vino importante, dal passato illustre, e che da sempre contribuisce attivamente all’economia del territorio permettendo a quest’ultimo di prosperare. E’ necessario, quindi, che la cooperativa torni a operare come in passato.
Non a caso, molti ricordano ancora oggi i decenni guidati dal presidente Mario Trapè, guida storica della Cantina, che – a detta di tutti i viticoltori – “Ha sempre promosso strategie oculate, atte a valorizzare le uve montefiasconesi e a dare il giusto compenso ai viticoltori, primi protagonisti della filiera”. Un continuo deprezzamento delle uve, immancabilmente, porterà a un conseguente abbassamento del valore del vino venduto da tutto il territorio falisco. Procedendo di questo passo c’è il forte rischio che i giovani, quelli che hanno avuto la fortuna di essere inseriti in una zona di alto livello per il settore vinicolo, perdano del tutto l’interesse in questo illustre mestiere, portando successivamente a un crollo dell’economia locale. Di pari passo, le famiglie montefiasconesi e non, che hanno investito i loro risparmi nel settore, potrebbero rischiare molto.
“La cooperativa – chiedono gli attori del settore a livello locale – Deve tornare a svolgere la sua funzione di calmiere e, in primis, di guida e fare di tutto per mantenere un prezzo delle uve adeguato al mercato di un vino di prestigio come lo è l’Est! Est!! Est!!! Così facendo potrà trarne giovamento tutto il territorio che vive di cantine, eventi enologici, vendita di vino e turismo altamente collegato a questo particolare settore”. “Quello del viticoltore è un mestiere duro, faticoso, che deve essere adeguatamente ripagato, altrimenti è impossibile da portare avanti in maniera serena”, concludono i vignaioli. “Quello che manca è un ritorno al passato, a quando la Cantina faceva investimenti per crescere e ammodernarsi e si spendeva in prima persona, spesso nella stessa figura dell’ex presidente Mario Trapè, per promuoversi e farsi conoscere in tutta Italia. La crescita fin qui è stata faticosa, ma c’è stata e l’impegno è sempre stato ripagato. E’ necessario quindi tornare a quei tempi”.

