LADISPOLI – Dopo mesi di segnalazioni e avvistamenti sempre più frequenti, prende forma un nuovo piano di cattura dei cinghiali che da tempo hanno invaso diverse zone della città. Regione Lazio e Città Metropolitana hanno già attivato una serie di procedure per contenere la presenza degli ungulati, protagonisti anche nelle ultime settimane di incursioni in aree urbane densamente abitate.
Fino al mese scorso interi nuclei familiari, con adulti e cuccioli striati, sono stati avvistati nei giardini pubblici di viale Alabama, nel quartiere Miami, e nei pressi della palude di Torre Flavia. Una situazione che ha generato forte preoccupazione, soprattutto per i rischi legati alla sicurezza stradale lungo arterie come via Fontana Morella e via Primo Mantovani.
Da qui la richiesta pressante delle istituzioni e dei residenti di trasferire questi “ospiti indesiderati” in zone più consone al loro habitat naturale. L’emergenza non è nuova: già la scorsa estate l’allarme era scattato nell’area di Caere Vetus, dove i cinghiali si erano stabiliti nel parco pubblico di via Nazario Sauro, proprio di fronte alla succursale del liceo scientifico. Situazione analoga anche nel bosco di Palo Laziale, diventato di fatto inaccessibile alle famiglie con bambini.
In alcuni periodi, i volontari delle guardie zoofile di Fareambiente Ladispoli sono stati costretti a pattugliare le strade nelle ore serali, per prevenire incontri ravvicinati tra i cinghiali e i cittadini, in particolare i proprietari di cani portati a passeggio. Un’emergenza che ora le istituzioni puntano finalmente ad affrontare in modo strutturato.

