Viterbo – Muri imbrattati, conto ai proprietari: il Comune pensa alla multa per chi subisce il vandalismo

Fa molto discutere il nuovo regolamento proposto da Palazzo dei Priori

VITERBO – Prima le scritte sui muri, poi l’obbligo di ripulire e, se si ritarda, anche la sanzione.

È il passaggio più controverso della bozza del nuovo regolamento di polizia urbana, approdato in commissione affari generali a palazzo dei Priori, che ha già acceso lo scontro politico tra maggioranza e opposizione.

La norma in discussione lega il concetto di decoro urbano anche alla responsabilità dei privati. In sostanza, gli edifici visibili o accessibili al pubblico dovranno essere mantenuti in condizioni decorose, a prescindere dal fatto che il degrado sia stato causato da atti vandalici.

Se l’autore dell’imbrattamento non viene individuato, l’onere del ripristino ricade sul proprietario. E se l’intervento non avviene nei tempi indicati da un’ordinanza comunale, può scattare una sanzione amministrativa fino a 300 euro.

Un meccanismo che, secondo la minoranza, rischia di colpire due volte chi già subisce un danno.

«Se qualcuno imbratta una facciata – ha osservato la consigliera Pd Francesca Sanna – il proprietario paga di tasca propria per sistemare e, se non riesce a farlo subito, rischia anche la multa».

Una logica che, per l’opposizione, finisce per trasformare le vittime in responsabili.

Il riferimento normativo richiamato nel dibattito parla chiaro: manufatti e luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico, devono essere mantenuti puliti e in buono stato, vietando qualsiasi forma di imbrattamento o deturpamento, anche se dovuto a incuria.

Una formulazione ampia, che secondo i critici lascia poco spazio alle attenuanti.

Dalla maggioranza e dagli uffici la linea è più rigida.

Il comandante della polizia locale, Mauro Vinciotti, ha ribadito che il principio del decoro non ammette eccezioni: se un immobile è visibilmente degradato, il proprietario è tenuto a intervenire.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della commissione, Luigi Gioiosi, che ha indicato una procedura precisa: segnalare tempestivamente l’imbrattamento alla polizia locale per consentire gli accertamenti.

Se il responsabile viene identificato, la sanzione ricade su di lui; in caso contrario, l’obbligo resta in capo al privato, che diventa sanzionabile solo se non rispetta i tempi imposti dall’ordinanza.

Una misura nata per difendere il decoro della città, ma che rischia di alimentare polemiche e malumori: tra scritte sui muri e portafogli alleggeriti, a Viterbo il conto del vandalismo potrebbe finire, ancora una volta, sulle spalle dei cittadini.